Indice STADIO OLIMPICO Calcio [Premier League] Campionato 2017/18

[Premier League] Campionato 2017/18



Serie A, campionati stranieri, competizioni europee e internazionali
Messaggio giovedì 28 dicembre 2017, 0:30
James Titolare

Messaggi: 1086
Località: Londra

faro ha scritto:
e' un altro sport, il FFP ha solo contribuito ad aumentare la forbice, bisogna ripensare il mercato del football

Penso che e' piu che la gestione italiana del calcio e' male cui e' perche' le nostre societa' hanno difficoltà a competere sul mercato internazionale.

Messaggio giovedì 28 dicembre 2017, 0:44
Mark Avatar utente
Fuoriclasse

Messaggi: 8452

quanto vorrei guardiola come mister...
LIBERI!!!

Messaggio sabato 30 dicembre 2017, 0:50
erikhuseklepp Avatar utente
Esordiente

Messaggi: 298

Quello che sta facendo Guardiola a Manchester è secondo me da studiare attentamente. Ma è da prendere in considerazione soprattutto quello che fece l'anno scorso, quando arrivò a una quindicina di punti dalla vetta. Venne preso per matto; io sentivo gente che guardava quello che proponeva l'anno scorso e diceva "Questo non è calcio"; gli davano del presuntuoso; "Guardiola è un bluff". Invece secondo me ha dimostra di essere ancora avanti rispetto agli altri, perché quello che lui fa prescinde sempre dal qui ed ora, ed è così che si diventa grandi.
A mio modo di vedere tutti i vari esperimenti che faceva l'anno scorso – i vari Fernandinho o Kolarov difensore centrale, o gli stessi De Bruyne e Silva mezze ali – che causavano tante sconfitte, tanti gol subiti e critiche a non finire, sono stati la chiave per far diventare il City la squadra che è adesso. A me sembra chiaro che il vero valore aggiunto di questa squadra, quello che gli altri (non solo le inglesi) non hanno, sono quelle due mezz'ali pazzesche, e il modo in cui dialogano sia con quelli davanti che con quelli dietro. Oltre all'idea già spregiudicata in sè di giocare con due esterni (Silva e De Bruyne) in quella posizione – cosa che non farebbe nessuno – è bellissimo il principio di insistere tanto su qualcosa che sai che poi ti farà spiccare il volo, continuando imperterrito su quella strada nonostante il costo da pagare sia il peggiore, cioè che ti faranno credere in tutti i modi che stai sbagliando e non ci stai capendo un cazzo. Guardiola ti dimostra che è meglio passare un anno in cui lavori, provi, sbagli, azzardi e perdi, ma che ti permette di capire quali sono i punti di forza e quali i punti deboli e di arrivare l'anno dopo con una squadra che ha fatto un anno di lavoro costante e continuo che ha valorizzato tutti e ti rende capace e totalmente consapevole, piuttosto che puntare a vincere subito, magari di riffa o di raffa o speculando sul risultato o adattandoti all'avversario.
La maggior parte delle persone, e questo vale per tutti gli ambiti di questo maledetto mondo, è sempre per la seconda strada.
Basta osservare gli ultimi sette anni dell'inter per capire che i loro problemi nascono da un'impostazione e filosofia societaria (con Moratti e i successori) ridicola, e udite udite, nascono anche da quel Triplete con cui gli interisti si pavoneggiano tanto: pagano non l'alzata del trofeo in sé, ma il modo in cui ci sono arrivati. Per loro contava solo il fine, quella coppa che mancava da 64 anni, e non il modo in cui ci arrivi. Che ci arrivi con episodi arbitrari clamorosi (pure in finale, sfidando un avversario che non doveva essere lì); l'avversario che si suicida dando una vagonata di soldi più un giocatore fenomenale; l'avversario stesso che gioca senza un portento di nome Iniesta e un altro di nome Henry; con giocatori con un'età media assai alta; giocando male in tante partite; rischiando di uscire ai gironi per mano di una fortissima (?) Dynamo Kiev; tutto questo non conta, l'importante è alzare la Coppa, "fare la storia", "siamo una squadra fortissimi". Per non parlare di come hanno vinto anche il campionato.
E poi succede che però, nei sette anni successivi, finito l'orgasmo, l'eccitazione, la sbornia, non ti rimane niente, semplicemente perché non sei riuscito a costruire proprio un bel nulla, era tutto finalizzato al risultato.
Mourinho fa sempre così, vince il trofeo (anche se in futuro a mio parere campionati e Champions non li vedrà più) e poi ti getta via. S'ingigantisce il suo ego e il bene della squadra se ne può andare a fanculo. Si comporta con il club per cui lavora proprio come ci si comporta con le puttane.
Quello che fanno Guardiola, Klopp nel suo piccolo a Dortmund (ma mica tanto piccolo), Ancelotti ai tempi del Milan, per dire tre nomi a cui io m'ispirerei come modello sano, è proprio un'altra cosa, un altro mondo. La differenza tra vincente e vincitore.
Ultima modifica di erikhuseklepp il martedì 9 gennaio 2018, 0:25, modificato 1 volta in totale.
Se tu giocassi in cielo morirei per tifarti

Messaggio mercoledì 3 gennaio 2018, 23:37
Luz Lupe Avatar utente
Fenomeno

Messaggi: 14421

Bellissima partita tra Arsenal e Chelsea
Morata al 93 esimo ( l'azione dopo il pari dell'Arsenal) si è divorato un gol che non ha nulla da "invidiare" (diciamo cosi) all'occasione di Schick a Torino
Immagine

Messaggio venerdì 5 gennaio 2018, 10:13
pepatadicozze Avatar utente
Fuoriclasse

Messaggi: 9373
Località: Rovaniemi

erikhuseklepp ha scritto:
Quello che sta facendo Guardiola a Manchester è secondo me da studiare attentamente. Ma è da prendere in considerazione soprattutto quello che fece l'anno scorso, quando arrivò a una quindicina di punti dalla vetta. Venne preso per matto; io sentivo gente che guardava quello che proponeva l'anno scorso e diceva "Questo non è calcio"; gli davano del presuntuoso; "Guardiola è un bluff". Invece secondo me ha dimostra di essere ancora avanti rispetto agli altri, perché quello che lui fa prescinde sempre dal qui ed ora, ed è così che si diventa grandi.
A mio modo di vedere tutti i vari esperimenti che faceva l'anno scorso – i vari Fernandinho o Kolarov difensore centrale, o gli stessi De Bruyne e Silva mezze ali – che causavano tante sconfitte, tanti gol subiti e critiche a non finire, sono stati la chiave per far diventare il City la squadra che è adesso. A me sembra chiaro che il vero valore aggiunto di questa squadra, quello che gli altri (non solo le inglesi) non hanno, sono quelle due mezz'ali pazzesche, e il modo in cui dialogano sia con quelli davanti che con quelli dietro. Oltre all'idea già spregiudicata in sè di giocare con due esterni (Silva e De Bruyne) in quella posizione – cosa che non farebbe nessuno – è bellissimo il principio di insistere tanto su qualcosa che sai che poi ti farà spiccare il volo, continuando imperterrito su quella strada nonostante il costo da pagare sia il peggiore, cioè che ti faranno credere in tutti i modi che stai sbagliando e non ci stai capendo un cazzo. Guardiola ti dimostra che è meglio passare un anno in cui lavori, provi, sbagli, azzardi e perdi, ma che ti permette di capire quali sono i punti di forza e quali i punti deboli e di arrivare l'anno dopo con una squadra che ha fatto un anno di lavoro costante e continuo che ha valorizzato tutti e ti rende capace e totalmente consapevole, piuttosto che puntare a vincere subito, magari di riffa o di raffa o speculando sul risultato o adattandoti all'avversario.
La maggior parte delle persone, e questo vale per tutti gli ambiti di questo maledetto mondo, è sempre per la seconda strada.
Basta osservare gli ultimi sette anni dell'inter per capire che i loro problemi nascono da un'impostazione e filosofia societaria (con Moratti e i successori) ridicola, e udite udite, nascono anche da quel Triplete con cui gli interisti si pavoneggiano tanto: pagano non l'alzata del trofeo in sé, ma il modo in cui ci sono arrivati. Per loro contava solo il fine, quella coppa che mancava da 64 anni, e non il modo in cui ci arrivi. Che ci arrivi con episodi arbitrari clamorosi (pure in finale, sfidando un avversario che non doveva essere lì); l'avversario che si suicida dando una vagonata di soldi più un giocatore fenomenale; l'avversario stesso che gioca senza un portento di nome Iniesta e un altro di nome Henry; con giocatori con un'età media assai alta; giocando male in tante partite; rischiando di uscire ai gironi per mano di una fortissima (?) Dynamo Kiev; tutto questo non conta, l'importante è alzare la Coppa, "fare la storia", "siamo una squadra fortissimi". Per non parlare di come hanno vinto anche il campionato.
E poi succede che però, nei sette anni successivi, finito l'orgasmo, l'eccitazione, la sbornia, non ti rimane niente, semplicemente perché non sei riuscito a costruire proprio un bel nulla, era tutto finalizzato al risultato.
Mourinho fa sempre così, ti vince il trofeo (anche se in futuro a mio parere campionati e Champions non li vedrà più) e poi ti getta via. S'ingigantisce il suo ego e il bene della squadra se ne può andare a fanculo. Si comporta con il club per cui lavora proprio come ci si comporta con le puttane.
Quello che fanno Guardiola, Klopp nel suo piccolo a Dortmund (ma mica tanto piccolo), Ancelotti ai tempi del Milan, per dire tre nomi a cui io m'ispirerei come modello sano, è proprio un'altra cosa, un altro mondo. La differenza tra vincente e vincitore.

Messaggio venerdì 5 gennaio 2018, 10:19
bibiroma Avatar utente
Fenomeno

Messaggi: 17290
Località: Roma

Perfetto....
Ieri due bei gol in Tottenham West Ham....
GRAZIE A FRANCESCO TOTTI PER ESSERE NATO!
Immagine

Messaggio venerdì 5 gennaio 2018, 16:18
Camma23 Esordiente

Messaggi: 5

ed altri 2 risparmiati per la Rube

Messaggio venerdì 5 gennaio 2018, 17:05
faro Avatar utente
Hall of Fame

Messaggi: 44132

erikhuseklepp ha scritto:
Quello che sta facendo Guardiola a Manchester è secondo me da studiare attentamente. Ma è da prendere in considerazione soprattutto quello che fece l'anno scorso, quando arrivò a una quindicina di punti dalla vetta. Venne preso per matto; io sentivo gente che guardava quello che proponeva l'anno scorso e diceva "Questo non è calcio"; gli davano del presuntuoso; "Guardiola è un bluff". Invece secondo me ha dimostra di essere ancora avanti rispetto agli altri, perché quello che lui fa prescinde sempre dal qui ed ora, ed è così che si diventa grandi.
A mio modo di vedere tutti i vari esperimenti che faceva l'anno scorso – i vari Fernandinho o Kolarov difensore centrale, o gli stessi De Bruyne e Silva mezze ali – che causavano tante sconfitte, tanti gol subiti e critiche a non finire, sono stati la chiave per far diventare il City la squadra che è adesso. A me sembra chiaro che il vero valore aggiunto di questa squadra, quello che gli altri (non solo le inglesi) non hanno, sono quelle due mezz'ali pazzesche, e il modo in cui dialogano sia con quelli davanti che con quelli dietro. Oltre all'idea già spregiudicata in sè di giocare con due esterni (Silva e De Bruyne) in quella posizione – cosa che non farebbe nessuno – è bellissimo il principio di insistere tanto su qualcosa che sai che poi ti farà spiccare il volo, continuando imperterrito su quella strada nonostante il costo da pagare sia il peggiore, cioè che ti faranno credere in tutti i modi che stai sbagliando e non ci stai capendo un cazzo. Guardiola ti dimostra che è meglio passare un anno in cui lavori, provi, sbagli, azzardi e perdi, ma che ti permette di capire quali sono i punti di forza e quali i punti deboli e di arrivare l'anno dopo con una squadra che ha fatto un anno di lavoro costante e continuo che ha valorizzato tutti e ti rende capace e totalmente consapevole, piuttosto che puntare a vincere subito, magari di riffa o di raffa o speculando sul risultato o adattandoti all'avversario.
La maggior parte delle persone, e questo vale per tutti gli ambiti di questo maledetto mondo, è sempre per la seconda strada.
Basta osservare gli ultimi sette anni dell'inter per capire che i loro problemi nascono da un'impostazione e filosofia societaria (con Moratti e i successori) ridicola, e udite udite, nascono anche da quel Triplete con cui gli interisti si pavoneggiano tanto: pagano non l'alzata del trofeo in sé, ma il modo in cui ci sono arrivati. Per loro contava solo il fine, quella coppa che mancava da 64 anni, e non il modo in cui ci arrivi. Che ci arrivi con episodi arbitrari clamorosi (pure in finale, sfidando un avversario che non doveva essere lì); l'avversario che si suicida dando una vagonata di soldi più un giocatore fenomenale; l'avversario stesso che gioca senza un portento di nome Iniesta e un altro di nome Henry; con giocatori con un'età media assai alta; giocando male in tante partite; rischiando di uscire ai gironi per mano di una fortissima (?) Dynamo Kiev; tutto questo non conta, l'importante è alzare la Coppa, "fare la storia", "siamo una squadra fortissimi". Per non parlare di come hanno vinto anche il campionato.
E poi succede che però, nei sette anni successivi, finito l'orgasmo, l'eccitazione, la sbornia, non ti rimane niente, semplicemente perché non sei riuscito a costruire proprio un bel nulla, era tutto finalizzato al risultato.
Mourinho fa sempre così, ti vince il trofeo (anche se in futuro a mio parere campionati e Champions non li vedrà più) e poi ti getta via. S'ingigantisce il suo ego e il bene della squadra se ne può andare a fanculo. Si comporta con il club per cui lavora proprio come ci si comporta con le puttane.
Quello che fanno Guardiola, Klopp nel suo piccolo a Dortmund (ma mica tanto piccolo), Ancelotti ai tempi del Milan, per dire tre nomi a cui io m'ispirerei come modello sano, è proprio un'altra cosa, un altro mondo. La differenza tra vincente e vincitore.
paolo67 ha scritto:
Non come quell'arpia claudicante di Oswald.

Messaggio venerdì 5 gennaio 2018, 17:26
FoveaASR Campione

Messaggi: 4201
Località: Foggiano di nascita, Roma Quartiere Trieste

Quoto tutto anche io. E' il modello che auspico per la Roma.
"Esistono i tifosi di calcio, e poi esistono i tifosi della Roma.“

Agostino Di Bartolomei

Messaggio domenica 7 gennaio 2018, 19:49
oswald Avatar utente
Amministratore

Messaggi: 35493

Partita alla Daniel Faraday/Buffa racconta a Nottingham.
A Wenger non rimane nemmeno la FA Cup quest'anno.

Messaggio domenica 7 gennaio 2018, 20:13
1983 Avatar utente
Esordiente

Messaggi: 194
oswald ha scritto:
Partita alla Daniel Faraday/Buffa racconta a Nottingham.
A Wenger non rimane nemmeno la FA Cup quest'anno.

Stanno ancora in corsa in Coppa di Lega, in gara secca spesso riescono a giocarsela nonostante tutto (escludendo la partita di oggi, obv asd)
Mi innamorai del calcio come mi sarei poi innamorato delle donne: improvvisamente, inesplicabilmente, acriticamente, senza pensare al dolore o allo sconvolgimento che avrebbe portato con sé.
http://www.youtube.com/watch?v=r8OipmKFDeM

Messaggio mercoledì 10 gennaio 2018, 23:23
oswald Avatar utente
Amministratore

Messaggi: 35493

Arsenal preso a pallonate.

Messaggio mercoledì 10 gennaio 2018, 23:24
oswald Avatar utente
Amministratore

Messaggi: 35493

Balzaretti: "Conte mette dentro Williams" :ssss:

Messaggio mercoledì 10 gennaio 2018, 23:57
Mark Avatar utente
Fuoriclasse

Messaggi: 8452

finita 0-0
interessante la serenità dell'arbitro sul var, parlando con i collaboratori via radio in modo calmo e autoritario
da noi si cagano addosso a dire "che facciamo???"
LIBERI!!!

Messaggio sabato 13 gennaio 2018, 22:22
erikhuseklepp Avatar utente
Esordiente

Messaggi: 298

Bakayoko è un cesso clamoroso.
Se tu giocassi in cielo morirei per tifarti

PrecedenteProssimo

Torna a Calcio