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I nostri viaggi

Cronaca, letteratura, cinema, gastronomia, musica, serie tv, viaggi
Messaggio mercoledì 14 febbraio 2018, 0:37
frankolauro Fenomeno

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aurreja ha scritto:


Di nulla. :ok: Una volta giunto a Helsinki, mi parló di bottigliette d’acqua con prezzi oscillanti sui 7€ di media...! :shock:
Un’alternativa meno affascinante del traghetto, ma comunque economica, sono i pullman della Lux Express. Per molte tratte i prezzi sono davvero irrisori. Per il mio viaggio baltico il prossimo aprile, ho speso appena 10€ per un a/r Riga - Tallinn.
https://luxexpress.eu/en#


Il favoloso pullman da Lappenrantta a San Pietroburgo, con pochi soldi si otteneva visto e soggiorno in albergo per 3 giorni. Un viaggio di oltre 4 ore, se non di più considerata la sosta alla dogana.
Le stagioni della Roma spesso ricordano un film di Woody Allen (uno dei tanti, ché alla fine si somigliano): nevrosi e incomprensioni, amori, tradimenti e separazioni con un tono da commedia grottesca. (Oswald)

Messaggio mercoledì 14 febbraio 2018, 1:23
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frankolauro ha scritto:

Il favoloso pullman da Lappenrantta a San Pietroburgo, con pochi soldi si otteneva visto e soggiorno in albergo per 3 giorni. Un viaggio di oltre 4 ore, se non di più considerata la sosta alla dogana.



Spero davvero che siano confortevoli e di top gamma i pullman della Lux Express. Da buon globetrotter vissuto quale mi sento di essere, i viaggi con il peggioratissino Flixbus e quelli andati con la mai dimenticata Megabus, sono sempre stati all’insegna della scomoditá intollerabile, sulle tratte sopra i 250 km.
Lavoro, viaggi, amici, mare; mi fa palpitare il cuore anche se... la Roma NON è tutto per me. Cercalo, diffondilo, diventane fan... niente disseta di più, dell’ottomano Ayran!

Messaggio giovedì 15 febbraio 2018, 12:27
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Budapest è “szuper”!

Dopo esserci stato giá sei volte, di cui una recentissima in solitaria, con tanto di atterraggio a Ciampino alle 10:40 e alle 15:00 pronto, ligio e crepato dal sonno, puntuale sul posto di lavoro, non poteva mancare anche la sortita magiara in giornata. Con tanto di altri due folli compagni di viaggio, tra cui un mio collega e un suo amico, per la prima volta prossimi ad approdare in Ungheria. Il solito, collaudatissimo itinerario notturno, scorre via senza nemmeno più l’eccitazione dei tempi passati. Il prode N1 arriva puntuale come al solito alle 04:10 ad Anagnina. Non da meno, la corsa Cotral delle 04:30 per Nettuno, che in soli dieci minuti mi ha dato modo come di prassi, di arrivare di fronte all’ingresso del G.B. Pastine. Tempo di arrivare dinanzi alle porte d’ingresso, che sento richiamare la mia attenzione, dall’insolito odierno duo, con cui mi appresto subito ad espletare la noiosa pratica dei controlli, blandi come non mai. Giusto ad Atene, li ho riscontrati ancor più svogliati e all’acqua di rose. Nella sala d’attesa, i punti funzionanti per ricaricare gli smartphone, sono ridotti al lumicino da qualche mese. Gli altri, appaiono privi di corrente o addirittura spaccati. Nessuno dei vari addetti alla manutenzione, che si è preso la briga di ripararli...this is Rome! Partenza in leggero ritardo di circa un quarto d’ora, recuperato tranquillamente in volo. In questa occasione, sono capitato accanto a una giovane coppia, intenti a scrutare cartine, leggere guide e depliant della cittá. Immersi dai dubbi, hanno provato a chiedermi se ero al corrente, di quale fosse, il miglior collegamento coi mezzi pubblici, per raggiungere il Centro dall’aeroporto. Mi è soggiunta, quella sensazione di autentica sicurezza, come quando in tenera età alle elementari, capitava una partita a pallone maschi contro femmine e all’assegnazione di un penalty, si aveva l’onere di trasformarlo. Sententosela talmente calla, da realizzarlo con le mani in tasca. Vedendomi ferrato in materia, non mi è pesato affatto, dare suggerimenti, dritte e indicazioni disparate sulla Capitale ungherese. Improvvisandomi tipo una sorta di guida turistica, decantandogli vizi e virtù locali, per poi consigliarli nella maniera più esaustiva fino all’atterraggio. Una volta a terra, il vento gelido dell’Est ha dato il benvenuto a tutta la truppa, facendo accelerare il passo, per far si di ritrovarsi all’interno dell’hub. Conoscendo perfettamente le lacune sul fronte dell’acquisto dei biglietti per la metro e i bus, con code che si creano inevitabilmente, a causa dei pochi ( mai più di due) addetti al desk. Eseguite le classiche foto di rito con la scritta Hello Hungary appena varcata l’uscita, abbiamo, siamo saliti a bordo dello stoico 200E, boicottando l’insipido e borghese 100E. Durante il tragitto, è stato un crescendo di cartelloni stradali con su scritto “Stop Soros!” Il magnate ungherese, da tempo accusato dallo xenofobo Orbán, di incentivare i flussi di migranti verso l’Ungheria, tanto da essere intenzionato seriamente a bandirlo per sempre dalla terra dove è nato. Arrivati al capolinea di Kőbánya-Kispest in 20 minuti, si è proseguito attraverso la linea 3 della metropolitana fino a Ferenciek tere. Salutando la giovane coppietta, non prima di avergli indicato di scendere alla fermata successiva di Deák Ferenc tér per ritrovarsi in pieno Centro. Avendo giá sbrigato la pratica del cambio valuta a Roma (ci sono 3 change in zona Termini a zero commissione, che emettono un cambio sempre onesto) ho vestito i panni di Cicerone, portando i due odierni avventurieri, da subito nell’elegante Váci utca fino a raggiungere la popolare Vörösmarty tér e successivamente la regale Basilica di Santo Stefano. Susseguente dietrofront, una volta conclusa la doverosa mini pausa fotografica e camminata diretta verso l’ampio e coloratissimo mercato coperto (Nagycsarnok). Impercettibili fiocchetti di neve hanno dapprima incominciato a cadere lievi, per poi smisuratamente incessanti e grandi come polpette in rapido divenire. Nelle ultime 4 sortite da novembre fino a quest’ultima, l’ho trovata per ben 3 volte la neve a Budapest, ecco che non mi ha fatto particolarmente effetto in questa circostanza, rispetto ai vari turisti estasiati con lo sguardo all’insù, tutti impegnati ad immortalare l’evento meteorologico. Entrati al mercato, come al solito sono due i fattori che mi colpiscono in ogni occasione: il piacevole silenzio ovattato che si riscontra in tutta l’area (stesso dicasi per vicoli e strade della città a qualsiasi ora) e le temperature “infernali” per dirla alla Maccio Capatonda. Prerogativa piacevolissima, che è una prassi consolidata anche per alberghi, locali e mezzi pubblici. Al piano terra, come qualsiasi turista che vi capita per la prima volta, l’anomalo duo d’accompagno vacanziero, ha comperato speziati salami e paprike da riportare via, mentre salendo la scalinata, si sono sbizzarriti tra le decine di banchi di souvenir, facendone man bassa. Io per una volta ho soprasseduto, anche se la t-shirt con disegnata la leggendaria Trabant mi invoglia da tempo. Certo è, che nelle volte precedenti, ho già acquistato : 1 magnete, 1 tazzina, 1 tazza, 2 cartoline, 2 felpe, 4 magliette e 2 portachiavi...direi che momentaneamente va bene così! Tornati all’esterno, ancora in piena tormenta, estratti gli ombrelli dagli zaini, li ho condotti nell’arcinota Deák Ferenc tér, mostrandogli il Sziget Eye, sorprendentemente operativo anche con la neve (sic!) Per poi inoltrarci all’inizio della maestosa Andrássy út, andando a colpo sicuro da un mio chioschetto di fiducia, per fargli provare il popolarissimo kürtőskalács, ancora fumante di cottura. Con la nevicata ancora in atto, incredibilmente copiosa, un altro goloso prodotto nazionale, non potevo proprio esimermi dal farglielo conoscere. Supermarket Spar (chissà perchè all’estero cade il DE) dritti da subito al banco frigo, per acquistare il super ghiotto Túró Rudi. Barretta di cioccolato, ripiena, di ricotta che sembra condita. Pur di reperirlo in Italia, farei volentieri a cambio col Kinder Paradiso o Pinguì. Costo ininfluente, appena 99 HUF (0,30 cent.) Considerato che si erano fatte le 13:00, senza perdere ulteriore tempo, tornati nei pressi del mercato coperto, ho deciso di portarli per pranzo al For Sale. Un locale stranissimo, davvero originale e fuori dall’ordinario. Ambiente a richiamare un genere campagnolo, tipo da fattoria. Con paglia sparsa sul pavimento, migliaia di foglietti appesi alle pareti e sul soffitto, lasciati dai vari clienti e vari cesti di noccioline su ogni tavolo, offerte gratuitamente agli avventori del locale. La nota curiosa, sta nell’obbligo di gettare in terra i gusci, mai raccolti su un tovagliolo ad esempio come sarebbe lecito fare altrove. Altrimenti, ristoratori e camerieri, si avvicinano ai tavoli non in linea con le abitudini del locale, scaraventando al suolo le bucce con fare deciso, suggerendo in seguito di fare altrettanto. Altra peculiarità alquanto anomala, sta nelle porzioni esagerate delle pietanze. Fettine panate da 1 kg, làngos (altra deliziosa specialità magiara) grandi come dischi volanti, zuppiere contenenti un litro di gulasch etc. Proprio sul rinomatissimo piatto ungherese, siamo stati unisoni nell’ordinarlo. Servito con un vassoio, contenente ben tre versioni di paprika: concentrata tipo pasta, tritata e intera. A pranzo è stata la prima volta anche per me nel capitarci, dopo diverse puntate per cena, dove si esibisce dal vivo un attempato duo, che strimpella piacevole musica country dalle 21:00 in poi. Nell’andar via, ho scorto in un tavolino vicino nel piano inferiore, la coppia che mi ero trovato accanto durante il volo, a cui avevo caldeggiato vivamente questo ristorante. Ricevendo ringraziamenti sentiti con toni entusiastici, per averli indirizzati fin qui. Terminato questo pasto oserei dire luculliano e saldato un conto modestissimo (6200 HUF = 20€ in tre), mi ero reso conto che si erano fatte già le 14:00. Mi sarebbe piaciuto molto, mostrare le diverse attrattive ed i molteplici siti artistici e ricchi di storia della città, ma non si può venire a Budapest senza recarsi alle terme. In un primo momento, ho pensato di portarli alle Dandár, ma erano leggermente fuori mano, in più, per chi ci capita la prima volta, non sono le più indicate, trovandosi in una zona piuttosto anonima, con le piscine esterne, piazzate tra una serie di palazzi. Con la neve che era finalmente cessata e uno spiraglio di cielo azzurro all’orizzonte, la scelta è ricaduta inevitabilmente sulle ottomane Rudas. Optando per il solito accesso a 3300 HUF (10,70€) scegliendo la soluzione Wellness. Una volta terminata la spiegazione ai due ignari, sulla funzionalità dei finti orologi in plastica, da adoperare per la chiusura degli armadietti e le aperture dei vari tornelli d’accesso alle disparate aree benessere, li ho condotti in un batter d’occhio, sulla piscina posta sul tetto; uniico punto all’aperto di questo splendido complesso termale. Naturalmente, con l’affaccio sul Danubio e la vista panoramica della città dall’alto, sono rimasti a bocca aperta ed estasiati da tale spettacolo per lo sguardo. Siamo rimasti praticamente sempre la, ad eccezione di un salto fugace nella vasca a 42º, per poi soffrire alcuni istanti in quella adiacente a 9º (farà pure bene alla circolazione, ma è una tortura ogni volta!) alle 16:20, con grandissimo dispiacere, effettuate le rispettive docce, per mere questioni di tempo, ci siamo avviati alla metro. Non prima peró, di avergli mostrato gli interni del Csendes, uno dei più stravaganti ruin pub della città. Alle 17:10, alla fermata di Ferenciek Tere, si è presa la metro fino a Kőbánya-Kispest, proseguendo col bus 200E fino in aeroporto. Controlli abbastanza rigidi, ma non in eccesso, come da buona consuetudine ungherese. Imbarco del nostro volo che sarebbe stato annunciato dopo 40 minuti, essendo le 18:20 perciò, si è passato svogliatamente l’ultimo scorcio di giornata, tra Duty Free, Hard Rock Cafe store e il mettere a ricaricare i propri device, presso le varie prese di corrente, qui perfettamente funzionanti e non vandalizzate...! Puntuale alle 19:00, ecco l’annuncio di W6 per il nostro volo di rientro. Solito clima glaciale all’interno dello spartanissimo capannone (solo a Brindisi ne ho visto uno anche più brutto) e dopo un ritardo di 20 minuti non dichiarato, ecco finalmente il tanto atteso corteo di 150 metri verso il velivolo. Avendo effettuato in precedenza, tre prenotazioni in periodi differenti tra loro, ci siamo ritrovati ovviamente distanti tra di noi. Poco male, a me non cambia nulla. Inizialmente, avendo il posto in coda, mi sono ritrovato accanto, un’italica mamma col suo bimbo, che sin dal principio si sono rivelati entrambi, non proprio silenti diciamo. Lei che si scambiava continui messaggi vocali col marito, mentre il suo pargolo piangeva ininterrottamente a dirotto. Non avrei resistito nemmeno cinque minuti così, fortuna che non essendo pieno l’aeromobile, ho notato sulla mia destra, un’intera fila da tre posti totalmente libera in prossimità delle ali. Approfittando del solito bailamme, per le ultime raccomandazioni e spiegazioni prima del decollo, mi sono spostato in un lampo, raggiungendo i posti sgombri tanto agognati; potendomi rilassare finalmente in prossimità della partenza. Mi piace volare con questa compagnia aerea. Livrea elitaria (giusto l’islandese Wow è similare nei colori), sedili spaziosi, zero annunci commerciali e folkloristici in stile Pignasecca, hostess che appaiono sicure, spettrali...professionali! Per il popolo magiaro, nella disgrazia di aver visto fallire la loro Malev, gli è andata di lusso in seguito, nel ritrovarsi Wizzair, ad operare il più alto numero di collegamenti aerei in tutta l’Ungheria. Ritardo iniziale recuperato ed arrivo a Fiumicino alle 21:15. Guadagnata l’uscita attraverso il finger (non mi è mai piaciuto, troppo comodo e da fighetto) mi sono dapprima ricongiunto coi due viaggiatori viaggianti folleggianti quanto me, salutandoli velocemente, mentre si accingevano a raggiungere il lucrosissimo treno. In breve anch’io, ho guadagnato l’uscita del T2, prendendo il Cotral per Ostia delle 21:50, proseguendo con la Roma - Lido fino Eur Magliana, per poi continuare con la metro B scendendo a Policlinico; terminando la sfacchinata, prendendo al volo l’intramontabile 19, varcando la soglia di casa alle 23:55. Esausto, lesso, senza più forze, ma tremendamente entusiasta, per questa settima tornata in quella ammaliante città. Con la consapevolezza e la gioia estrema, che ci ritorneró di nuovo per 3 giorni a metà marzo.
Budapest: per una magia così, val la pena vivere!

N.B. Inserisco anche qualche foto dei miei viaggi precedenti.

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Lavoro, viaggi, amici, mare; mi fa palpitare il cuore anche se... la Roma NON è tutto per me. Cercalo, diffondilo, diventane fan... niente disseta di più, dell’ottomano Ayran!

Messaggio giovedì 15 febbraio 2018, 12:51
Loddr16 Benaltrista

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Località: Roma

aurreja ha scritto:


Per quanto l’area di Sultanahmet sia certamente quella più storica, entusiasmante, indescivibilmente bella da mozzare il respiro, i contesti più veraci e pulp alla Fuga di Mezzanotre, li ho percepiti più nella parte asiatica della città. Una volta preso il traghetto da Eminonu a Kadikoy. È un pó come se avessi visto la Istanbul più autentica e nitida. Priva della pellicola protettiva, che la preserva da impuritá, a vantaggio soprattutto del turista maggiormente desideroso di premure e riscontri di sicurezza. Quanto all’ayran, no, non c’é una bevanda similare che possa ricordarlo. Molti turchi lo accompagnano al kebab, o nei loro piatti di carne sempre molto speziati. Secondo me, è sensazionale berlo anche da solo. Le uniche due accortezze fondamentali, sono: 1) deve essere obbligatoriamente freddo di frigo. 2) Prima di berlo, occorre agitare il vasetto per qualche istante. È ovvio, che quello espresso, abbia tutta un’altra camminata. A Roma non sono molti, ma c’é comunque un discreto numero di kebabbari (specie in zona Termini) dove poterlo reperire nei vasetti. Al 100% lo si trova da Ciro Kebab, che ha questi punti vendita dislocati sul territorio:

Via dei Castani 251/A (Centocelle)

Via Tiburtina 419 (Portonaccio)

Viale Eritrea 23/25 (Africano)

Via Nizza 18/20 (Salario)

Via Ferdinando Quaglia 76 (Tor Bella Monaca)

Via Tiburtina 13 (Villalba di Guidonia)

L’unico posto invece, per trovare quello artigianale di produzione propria, é Shawarma Station In Via Merulana 271 (Rione Monti). Li, hanno sia la versione espressa, che quella commerciale nei vasetti. :ook:

Te lo metto qui(l'avevo pubblicato in a Gambero Giallorosso ma qui è più facile che tu lo legga)

T'ho dato fiducia

Loddr16 ha scritto:
Ci siamo Aur...

Mi hai incuriosito e t'ho seguito

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Daniel Faraday ha scritto:
galleggiare e più non dimandare


Messaggio giovedì 15 febbraio 2018, 12:54
aurreja Avatar utente
Fenomeno

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Località: Urbe immortale

Loddr16 ha scritto:
Te lo metto qui(l'avevo pubblicato in a Gambero Giallorosso ma qui è più facile che tu lo legga)

T'ho dato fiducia




:clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :sud: :sud: :sud: :sud:
L’ayran non ha mezze misure, è un pó come l’aggiunta del latte nel the al posto del limone ( :vomito:) o si ama, o si odia. Ti ha convinto?
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Messaggio giovedì 15 febbraio 2018, 12:59
pisodinosauro Avatar utente
Matusa

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Località: Roma

au...sempre belle le foto...mah

cosa sono quelle scarpe in riva al Danubio?

Messaggio giovedì 15 febbraio 2018, 13:01
Loddr16 Benaltrista

Messaggi: 17408
Località: Roma

aurreja ha scritto:


:clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :sud: :sud: :sud: :sud:
L’ayran non ha mezze misure, è un pó come l’aggiunta del latte nel the al posto del limone ( :vomito:) o si ama, o si odia. Ti ha convinto?

Eh, non l'ho ancora provato.

Siccome stamattina ho dovuto fare qualche giro, volendo seguire il consiglio di berlo fresco di frigo, credo che lo proverò questo pomeriggio. Magari sostituendolo all'arancia per la "merenda" :tussnz:
Daniel Faraday ha scritto:
galleggiare e più non dimandare


Messaggio giovedì 15 febbraio 2018, 13:02
FoveaASR Fenomeno

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Località: Foggia, q. Trieste in Rome.

Da Ciro Kebab c'è, confermo. Abito vicino al punto vendita di Viale Eritrea.
"Tutti gli allenatori parlano di movimento, di correre molto. Io dico che non è necessario correre tanto. Il calcio è uno sport che si gioca col cervello. Devi essere al posto giusto al momento giusto, né troppo presto né troppo tardi"

Johann Cruijff

Messaggio giovedì 15 febbraio 2018, 13:08
alectric Avatar utente
Pallone d'Oro

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Località: Gianicolo

Il Teatro dell'Opera di Stato Ungherese è un gioiellino...
Non ci sono mai stato di persona, ma lo conosco abbastanza bene per averci progettato uno spettacolo qualche anno fa...
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Messaggio giovedì 15 febbraio 2018, 13:22
aurreja Avatar utente
Fenomeno

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Località: Urbe immortale

pisodinosauro ha scritto:
au...sempre belle le foto...mah

cosa sono quelle scarpe in riva al Danubio?



https://it.m.wikipedia.org/wiki/Scarpe_ ... el_Danubio
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Messaggio giovedì 15 febbraio 2018, 13:24
aurreja Avatar utente
Fenomeno

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Località: Urbe immortale

Loddr16 ha scritto:
Eh, non l'ho ancora provato.

Siccome stamattina ho dovuto fare qualche giro, volendo seguire il consiglio di berlo fresco di frigo, credo che lo proverò questo pomeriggio. Magari sostituendolo all'arancia per la "merenda" :tussnz:




Daje!!! Mi raccomando, agitalo prima di berlo e vai di cannuccia :ook:
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Messaggio giovedì 15 febbraio 2018, 13:36
aurreja Avatar utente
Fenomeno

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Località: Urbe immortale

alectric ha scritto:
Il Teatro dell'Opera di Stato Ungherese è un gioiellino...
Non ci sono mai stato di persona, ma lo conosco abbastanza bene per averci progettato uno spettacolo qualche anno fa...



Concordo appieno. :ook: Poi è situato in una delle più belle zone della cittá insieme a Oktogon e Belváros. Nel complesso, è delizioso anche il più impercettibile pertugio della Capitale magiara. Economica, tranquilla, pulita, elegante, ricca di storia, arte e originali attrattive (terme e ruin pub su tutte), con una movida notturna 1000 volte superiore a quella romana. Te la consiglio fortissimamente, nel caso un giorno ti verrebbe il desiderio di visitarla. :ok:
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Messaggio giovedì 15 febbraio 2018, 13:41
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Fenomeno

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Località: Urbe immortale

FoveaASR ha scritto:
Da Ciro Kebab c'è, confermo. Abito vicino al punto vendita di Viale Eritrea.



Ad oggi è il migliore a Roma. :ook: Altro che il superatissimo e ormai dozzinale Alì Babà all’Arco di Travertino, che non ha mai avuto nemmeno l’ayran tra le bevande. :giu: :ssss:
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Messaggio giovedì 15 febbraio 2018, 13:43
RomaTiAmo Avatar utente
Leggenda

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Località: Roma

no aurreja nooo
il kebab ad arco di travertino non si batte!!!
πάντα ῥεῖ

Messaggio giovedì 15 febbraio 2018, 13:46
porcaccia Avatar utente
Leggenda

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RomaTiAmo ha scritto:
no aurreja nooo
il kebab ad arco di travertino non si batte!!!

!
Non ho capito un ciufolo della vita
paz ha scritto:
Poi Danilo ha un qualcosa in più: ha quel tocco macho del bestemmiatore solitario, insomma, di chi non conosce solo le vette ardite dell'intelletto, ma anche la suburra della materialità.

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