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'Quattro Matrimoni e un Funerale, Calcio, Politica, Cultura Pop e il Regno Unito negli Anni '90'

Scritto da Jack l'irlandese on . Postato in Oltre la Roma

'In un episodio di PEEPSHOW, la divertentissima sit-com di Mitchell and Webb che spopola nel Regno Unito da oltre 7 anni, diventando un vero e proprio fenomeno generazionale, lo scansafatiche JEREMY, un aspirante DJ di musica elettronica buono a nulla e rimasto adolescente sui 30 abbondanti, intrufolatosi nella casa di un accademico dove il suo migliore amico MARK, un operatore finanziario molto 'square' ed il suo esatto opposto, cerca di ingraziarsi il padrone di casa, rimpiange i giorni in cui egli stesso era studente universitario con tono melanconico:

"Four Weddings was in the theatres, Brit-Pop was at its height..." ("Quattro Matrimoni era nei cinema, il Brit-Pop al suo apice...")

In bocca al personaggio di JEREMY la frase risulta abbastanza divertente, la controprova ironica (perche` una prova che il personaggio offre involontariamente, incosciamente) che non e` mai cresciuto. Eppure se tolte dal contesto comico, queste parole non sono da poco conto. L'Inghilterra, il Regno Unito (e in anni recenti soprattutto la Premier) rimane sempre sulle prime pagine dei giornali, continua ad essere meta d'attrazione: basti pensare a quanti 'cervelli' Italiani vi si rifugiano (me compreso anche se dislocato fra Regno Unito - Belfast - e Irlanda), all'impatto dell'ultimo matrimonio reale (ma, scusate il gioco di parole, anche molto virtuale) o a quello della prima visita della Regina nell'Irlanda non piu` soggiogata.

Ma diciamocelo chiaro, l'appeal non e` piu` e non puo` essere quello degli anni '90 quando l'Inghilterra ancora una volta (come negli anni beat dei Sessanta in cui i Fumi di Londra si trasformavano in mod) era tornata prepotentemente al centro dell'immaginario collettivo del mondo occidentale. Non e` piu` cosi`: la recessione degli ultimi 5 anni (dalla quale il Regno Unito e` stato pesantemente investito sull'onda del crollo delle banche USA), il conservatorismo di Tony Blair, che degli anni 90 sembrava essere la piu` perfetta espressione ma che poi si associava con gli aspetti piu` ottusi dell'America Bushense e si mutava in 'Tatcher-col-pisello', sono segnali di un ritorno in sordina, sul sedile del passeggero, nonostante l'Inghilterra continui a produrre fenomeni 'pop' che spopolano ovunque, che fanno rumore producendo poco 'sound' ('Tanto Rumore per Nulla'), quell'entusiasmo degli anni Novanta e` perduto. I lettori piu` giovani, appassionati di tutto cio` che e` contemporaneo e li rappresenta, mi contestera` certe affermazioni, citando una molteplicita` di prodotti pop attualmente confezionati dai britannici, ma la cosa poco mi interessa. Chi ha vissuto, anche parzialmente, cio` che ha rappresentato lo Uk negli anni '90 capira` cosa intendo quando parlo di differenza a livello di entusiasmo.

Eppure... eppure la Premier attuale sembrerebbe dirci il contrario: piu` soldi di quelli che c'erano negli anni Novanta, piu` trofei, piu` appeal internazionale: negli anni Novanta era ancora la nostra Serie A a dominare incontrastata, con le solite big spagnole che non sbiadscono mai e qualche favola germanica (Borussia) o olandese (Ajax). Ma i trofei non sono gli entusiasmi e la Premier - questa la tesi di fondo - non e` piu` il calcio inglese, nel senso di rappresentativita` dello humous culturale, emozionale, politico ma anche calcistico (nel senso di calciatori inglesi o britannici prodotti). Non temete, quindi: non sara` un analisi del film dal quale questo 'pezzo' prende il titolo (che pero` varra` la pena nominare al pari di altri prodotti pop del periodo e che fornisce la struttura per questa cronistoria), ma piuttosto un discorso relativo a tappe rappresentative del calcio inglese negli anni Novanta (soprattutto la seconda meta`) in rapporto al clima culturale del periodo.

L'ascesa di John Major come Primo Ministro nel Novembre del 1990 e` un momento topico nel quale iniziare questo excursus: Major chiude la vera e propria 'era' di Margaret Thartcher (al governo dal '79 al '90 appunto), ben 11 anni 'bui' connotati dalle lotte sociali interne, la guerra nelle Falklands, il nazionalismo esagerato ed una contro-cultura (il Punk) che invece di porsi in maniera dialettica o propositiva, esalta un'estetica della distruzione, dell rumore e dell'annichilimento (un'estetica che contempla l'entusiasmo sapiente dei Clash ma anche la vera e propria imperizia esaltata dal furore mediatico dei Sex Pistols). L'estate precedente l'Inghilterra aveva raggiunto il suo migliore risultato ai mondiali, vittoria casalinga del 1966 esclusa: un quarto posto ad Italia '90 (dopo essere stati puniti dai rivali 'recenti' dell'Argentina con la vendetta di Maradona pel le Faulklands 4 anni prima, stavolta puniti dai rivali 'storici', i Tedeschi) sulle orme delle pazzie di Gascoigne. A guardarla bene, pero`, quella squadra e` stata l'ultima espressione dello Uk della Thatcher, depresso, working class, molto pub sotto casa e molto poco stiloso. Denti storti (se non proprio denti spaccati o mancanti), panzette da birra, teste che si stempiano a vista d'occhio (Platt), una squadra che con gli anni Novanta a venire non ha praticamente nulla a che fare. Basti pensare che il longevo portiere Shilton aveva esordito nel '66 (quindi tecnicamente in tempo per partecipare alla vittoria Mondiale di ben 24 anni prima) ed era ancora a difesa della porta nel '90. Insomma una Nazionale che fece benissimo come appendice dell'era Thatcher ma che non aveva futuro. E il futuro infatti non ci fu: 2 pareggi ed una sconfitta nel girone della fase finale degli Europei '92 in Svezia e addirittura la mancata qualificazione ai mondiali di USA '94!!!

Il passaggio dal vecchio al nuovo, si sa, richiede tempo e batte cassa con alcuni balzi indietro. E cosi` gli anni '90 'very, very British' probabilmente iniziano proprio con quel balzo indietro di USA '94 incastonato come e` tra due rinascite. Nel maggio '94 infatti era uscito Quattro Matrimoni e un Funerale: un film compiacente, carino, forse sopravvalutato ma che cmq rappresenta uno dei risultati migliori della produzione inglese a livello mondiale dal punto di vista commerciale (e quindi in competizione con Hollywood). Hugh Grant, poi noto mignottaro, rappresenta un nuovo 'homo britannicus': non piu` panzetta da birra, non piu` working class, non piu` denti storti. Ci si addentra in una middle class che tangenzialmente si intrufola ad intermittenza con l'aristocrazia e che cmq anche nella vita di tutti i giorni, anche nel casino della giornata da ritardatario e dell'appartamento incasinato, rimane molto 'cool'. Il capello fa tenerezza, anche quando e` spettinato. Non e` un grande risultato artistico, ma inaugura una nuova stagione commerciale (di li` a poco il Regno Unito trasformera` in commedia di successo il realismo sociale dei Ken Loach e Mike Leigh con film quali The Full Monty e Billy Elliott - un po' come il nostro Neorealismo si muto` in Commedia all'Italiana negli anni del Miracolo - rivisitando in chiave ironica proprio l'era Thatcheriana). Il Luglio '94, allo stesso modo, registra un'altra importante pietra di posa: viene distribuito Definetely Maybe degli Oasis, l'album piu` rappresentativo del Brit Pop. Certo, forse non il migliore - nella diatriba Oasis-Blur non mi interessa entrare-, e senz'altro non il primo in assoluto (gli Stone Roses ed i Primal Scream avevano gia` posto le radici), ma senz'altro quello che chiunque conosce. Il piu` antemico insomma: un disco fatto di canzoni che rivisitano i fasti melodici dei Beatles e li uniscono ad una semplicita` propria dell'inno da stadio. Lo prendo ad esempio, dunque, non in quanto prodotto artistico superiore (le inquietudini dei Radiohead, prossime a venire, produrranno musica anni luce piu` evoluta e cerebrale), ma in quanto epitomo del costume. Gli Oasis sono ragazzi di Manchester, una delle citta` working class per eccellenza - eppure molto diversi da quelle che sono nel pre-94 le aspettative che si hanno dalla working class. Proiettano un'immagine del Regno Unito che rivoluziona quella Thatcheriana: non vestono i piumini (orribili ma confortevoli nel clima vritannico) dei grandi magazzini di Primark, Tesco o Sainsburys ma bensi` tornano alle boutique di Soho che avevano prodotto i mod degli anni '60. Degli anni '80 rimangono solo gli stivaletti Dr. Martens e le polo Ben Sherman e Fred Perry, mentre le tensioni skinhead, i bomber, i pantaloni mimetici (vedere This Is England di Shane Meadows, rivisitazione autobiografica dei conflitti tra la natura estetico-culturale del fenomeno skinhead e quelle razziali-nazionaliste, tipiche del periodo Thatcheriano) anche la musica reggae vengono abbandonati. E` un regno unito che veste bene, che canta a squarciagola negli stadi in coro, che cela il proprio essere working class dietro un'esplosione di colori.

La cosa importante pero`, fondamentale per la nascita di questo nuovo 'homo britannicus' dal punto di vista calcistico, e` che dopo la delusione della finale mancata ad Italia '90, il Regno Unito he elaborato il dolore di quel lutto, se ne e` fatta una ragione (non sara` questo il caso piu` avanti in occasione di un altro lutto - almeno questa e` la mia tesi - e la cosa suscitera` tantissime contraddizioni...). E` il principio della rinascita della fenice, della Palingenesi: bisogna spogliarsi delle vecchie vestigia, metterle da parte, per andare avanti e risorgere. L'elaborazione del lutto - quello di Italia '90, non quindi il funerale previsto nel titolo, ma il funerale dell'era precedente - avviene nell'estate 1995 ed avviene proprio con il primo 'matrimonio' calcistico previsto. E si sa, i matrimoni non sono tutti per amore o per convenienza... ci sono anche matrimoni di ripiegamento... quando capisci che la donna che sogni da quando avevi 12 anni o cmq quella che ti ha infranto il cuore, non la avrai mai e ripieghi sulla soluzione che ti lascia abbastanza contento, insomma che ti cheta... e cosi` e` stato per il matrimonio di Paul Gascoigne con i Glasgow Rangers nel '95... 'Gazza' l'uomo simbolo dell'epoca appena trascorsa va in Scozia... insomma dopo il tentativo di esportazione in Italia, il campionato principe che si puo` permettere i Maradona, Van Basten (e di li` a poco i Ronaldo), fallito si torna a casa, ma l'elaborazione del lutto prevede l'esilio... Gazza non torna in Premier, il proscenio principe dello Uk, ma addirittura dislocato nell'appendice scozzese. E` un passaggio simbolico fondamentale: quell'homo britannicus e` il simbolo del funerale dell'era-Thatcher, e` il pianto di Torino e l'elaborazione del lutto significa non riaccoglierlo a casa con gli onori del trionfo, ma riconoscere che e` una brutta copia, che quella generazione ormai deve costituire la 'seconda linea'. Va in Scozia, dove la working class e` ancora sdentata, ha la panza da birra e si identifica in valori nazionalisti (gli 'orange' contro i cattolici).

Fra 1995 e 1996 il nuovo 'homo britannicus', quello degli Oasis, invade anche il mondo del calcio, trova rappresentanti in una nuova generazioni che e` il corrispettivo degli Oasis sul prato da gioco. 'Esplodono' gli Scholes, Giggs, Beckham a Manchester, Liverpool produce i corrispettivi Fowler e Mc Manaman. Dal punto di vista dei trofei, dell'appeal e commerciale, la Premier 'Brit-Pop' di meta` anni Novanta e` senz'altro movimento minore: vi vanno a svernare i giocatori che in Serie A sono passati di moda (Vialli, Gullitt, Zola, Di Matteo, Ravanelli) o quelli che han fallito o sono stati incompresi (da Bergkamp fino ai Viera, Henry). Ma dal punto di vista del calcio come fenomeno sociale, come produzione di un paese, la Premier della seconda meta` degli anni Novanta e` ancora effettivamente, e vibrantemente con lo stesso entusiasmo prodotto dalla musica ed il cinema contemporaneo il Calcio Inglese. La working class resiste nei giocatori di esperienza che ancora sopravvivono (i Tony Adams del caso) ma la nuova generazione li mette in difficolta`, spesso li umilia. I capelli iniziano ad essere tinti, compaiono i primi tatuaggi, improbabili permanenti (Mc Manaman - un clone del folksinger scozzese degli anni Sessanta Donovan, quello che non riusciva ad imitare Dylan - e` quello che va piu` vicino ai capelli di Hugh Grant in Quattro Matrimoni...), insomma i Blur e gli Oasis cavalcano i campi da gioco ed anche la Premier diventa un coro massiccio, un sing-along incredibile che non si spenge mai (visto che si gioca praticamente tutti i giorni per un motivo o l'altro). E il segno dei tempi che cambiano si vede anche in modo piu` tangibile rispetto alle capigliature: se nel 1978 Viv Anderson era stato il primo giocatore di colore ad indossare la maglia dell'Inghilterra, si tratta di un fenomeno limitato. L'era-Thatcher era ancora attraversata dalle tensioni post-imperialiste, dalle tensioni tra skinhead ed indiani, asiatici, africani. Ma nella Premier 'Brit-Pop' Yorke e Cole, coppia d'attacco del Manchester United in assenza di Cantona, diventano veri e propri idoli, gemelli del gol simpatici a molti, 'very very British' anche loro, senza fare troppe distinzioni.

La Premier rimane dunque un'isola secondaria (rispetto alla Serie A) ma e` comunque un'isola felice con le proprie sensazioni. E` cosi` che si compie il secondo matrimonio, un matrimonio 'in famiglia', alla fine della stagione '95-'96: Alan Shearer, il bomber principe della Premier di quegli anni, passa dal Blackburn nel quale aveva collezionato record su record di goals al Newcastle, club della sua citta` d'origine per una cifra mai vista... Un matrimonio costosissimo ma che fa tutti contenti, forse il piu` felice e quello piu` nobile (di vero amore) di quelli elencati. Quella stessa estate pero`, si celebrera` il funerale dell'epoca John Major...

Euro '96... una nazione deve riscattarsi dalla mancata partecipazione a Usa '94... l'ultima volta che l'Inghilterra ha ospitato una manifestazione calcistica internazionale si e` laureata campione del Mondo (1966)... ci si presenta con qualche 'relitto' del sogno Italiano delle notti magiche (Gazza), con qualche 'genuine working class hero' (Adams, Pierce) e con una generazione di fenomeni: il recordman Shearer, Beckham, Mc Manaman, Scholes (piu` il quotatissimo Darren Anderton del Tottenham), i fratelli Neville... una squadra che non ha doppioni ingombranti (il dualismo Gerrard-Lampard che attanaglia la nazionale inglese dall'inizio degli anni 2000), che non ha il fuoriclasse mondiale da cui dipende il 70% di tutto (Rooney), ma che e` completissima, preparata (dal buon Terry Venables) e soprattutto con entusiasmo dilagante che rappresenta appieno i tempi: 1996, Inghilterra al centro del mondo ancora una volta, con gli Oasis ascoltati ovunque nel globo e Hugh Grant che affascina le ragazzine cosi` come le donne adulte, proprio come fu nel '66 con i Beatles e Sean Connery. E` l'Inghilterra piu` bella che io ricordi, a dispetto di una Premier di secondo piano, anni luce avanti alla nazionale Inglese attuale, 'figliastra' dello strapotere Premier ma espressione di un Calcio Inglese modesto ed e` una cavalcata emozionante... gli Italiani, i dominatori designati del continente (la Serie A e` allora un campionato di livello fantascientifico rispetto a tutti gli altri, l'Italia si e` spenta solo ai rigori contro il Brasile nel '94) si fanno l'harakiri da soli, peccano di hubris: Roberto Baggio non c'e`, il turn-over sacchiano vuole che la coppia titolare (Zola-Casiraghi) scaldi la panchina nella seconda partita del girone e poi e` troppo tardi. Noi si esce da terzi dietro alla Germania (unificata) e la Repubblica Ceca (o Cecoslovacchia divisa), le due finaliste. L'Inghilterra cavalca ed il paese si infiamma... poi, il Funerale che si compie contro i Tedeschi (inevitabile 'replay') in semifinale. E non e` un caso che lo celebri il rigore di Gareth Southgate, difensore dell'Aston Villa. Southgate e` un giovane, appartiene alla generazione copertina dei Beckham, ma non gioca nelle squadre di grido. Gioca lontano da centrocampo e attacco dove spopolano i divi del Brit-Pop... gioca in difesa, vicino a Pierce ed Adams, i 'relitti' della working class Thatcheriana. Ne e` contagiato... e` un giovane ma con i denti storti degli anni Ottanta, un ibrido che stona, e` il giovane Brit-Pop che non riesce ad essere bello, spensierato, a rimuovere i tratti della working class dal suo fisico semi-ruvido... ed e` nel suo piede che si compie la disfatta, la fine di un sogno.

Ma come dicevo, il lutto non viene processato... neanche in tempi lunghi come fu per la ferita di Torino, disinfettata solo 5 anni dopo con l'esilio di Gazza a Glasgow. In politica Tony Blair succede a John Major nel 1997 e si promette alla nazione come politico 'Brit-Pop' ma come la storia ci ha insegnato e` stata una carnevalata. Il calcio continua e inizia ad europeizzarsi, vengono celebrati altri due matrimoni d'eccezione entrambi nell'estate 1999. Il primo e` un matrimonio che e` un tradimento, il secondo e`la sintesi di un'era e quindi anche la sua fine.

La vera novita` dell'Europa di quegli anni e` il caso Bosman, la sentenza che permette il libero traffico di giocatori comunitari all'interno dell'Unione (in quanto lavoratori con diritti) e soprattutto il trasferimento da club a club a costo zero a contratto scaduto. Nel 1999 con questa formula Steve Mc Manaman passa al Real Madrid. Dal punto di vista del prestigio il trasferimento di Mc Manaman e` l'opposto di quello di Gazza ai Rangers, si tratta di un trionfo. Un calciatore inglese viene tesserato dal club per tradizione piu` presitgioso al mondo e li` vince ben 2 champions league (2000, 2002). C'e` pero` un altro lato della storia... Mc Manaman, un figlio di Liverpool, se ne va senza portare un soldo nelle casse del club. E` un matrimonio senza il permesso dei genitori, un matrimonio che li lascia interdetti, un abbandono del tetto materno che lascia i fratelli (i tifosi, il popolo Brit-Pop) a cuore infranto. un gesto che non sarebbe mai appartenuto all'Inghilterra 'working class' Thatcheriana, neanche quel 'folle' di Gazza lo avrebbe fatto. Ma il mondo sta cambiando e l'Inghilterra da potenza coloniale diventa punto di partenza per emigrare (come succedeva a tutti da sempre a correnti alternate, tranne che a loro, esiliati in America sul Mayflower e 'carcerati' in Australia esclusi) e capitale colonizzato (gli Abramovich sono all'orizzonte, la moglie del Principe e madre dei principini se la spupazza Mohamed Al Fayed...) e cosi` fa, simbolicamente, un figlio dell'era Brit-Pop.

L'ultimo, quarto, matrimonio non e` un 'matrimonio' calcistico, ma un matrimonio vero e proprio. David Beckham sposa Victoria Adams, detta 'Posh' Spice. Si tratta di una vera e propria sintesi in quanto in questa molto celebrata ed ancor piu` chiacchierata unione si celebra nei fatti la collimanza tra calcio e cultura pop che questo 'pezzo' ha discusso. La Spice Girl sposa il calciatore del Manchester United (poi anche lui seguira` Mc Manaman al Real Madrid, con meno fortuna), il calciatore (gia` molto piu` estetico che determinante sul campo) ha compiuto definitivamente la sua metamorfosi in prodotto culturale, in icona pop, in testimonial per i rasoi, le macchine, le polo... Ci si affaccia nel nuovo millennio.

Il nuovo millennio, nuovi eroi (Gerrard, Lampard) una nuova generazione (Rooney), gli ingombranti resti della precedente (Owen) lo strapotere della Premier. La Premier che vince in Europa, che spesso umilia la Serie A, la Premier che produce piu` ricavi, la Premier che si e` imparata dagli Italiani a chiudere un'occhio (alzano i trofei squadre indebitate per centinaia di milioni di sterline), la Premier che ogni giorno che passa e` sempre meno Calcio Inglese: Capitali Stranieri, Campioni Stranieri, Allenatori Stranieri, Concezione del Calcio Straniera... Una piscina per investitori di ogni dove, un mare magnum su cui sono puntate le telecamere ma che riflette ben poco di quello che e` l'umore, l'entusiasmo (o mancanza dello stesso) del Regno Unito. Perche` potete fare il conto dei trofei, dire quello che vi pare, ma la speranza, la fierezza, la gioventu` irridente che si vedeva negli occhi dei calciatori britannici a cavallo dell'era Major, quando "Four Weddings was in theatres, Brit-Pop was at its height", non li rivedo in nessuno, neanche in giocatori tecnicamente superiori come Rooney o piu` legati alle proprie radici come Gerrard. Negli anni Duemila nessuno ha eslutato indossando la maglia dell'Inghilterra con il sacro furore sfoggiato da Paul Scholes negli Europei del '96. Anche le esultanze di Rooney (tra l'altro con la maglia bianca abbastanza rare) in HD perdono tutto il realismo... La Premier degli anni Novanta era un campionato inferiore, ma vera espressione del Regno Unito. La Premier di oggi ha smesso di essere il Calcio Inglese, tant'e` che i risultati del Calcio Inglese (cioe` della Nazionale) sono imbarazzanti se messi a paragone con quelli della Premier iniettata di stranieri e capitali stranieri. E il tutto e` risultato di un 'lutto' che non e` mai stato assorbito, non e` mai stato compreso... il funerale di Euro '96... il matrimonio 'di ripiego' di Gazza in Scozia, Beckham non lo ha avuto mai... e`andato al Real Madrid a bagnarsi della gloria di Ronaldo e Zidane, finito in America a flirtare con Hollywood (un 'ripiego' sportivamente parlando ma in realta` uno scatto in avanti per il personaggio visto che da calciatore si e` trasformato in show-man), quando la sua posizione iniziava a diventare troppo marginale si e` sempre trovato il sotterfugio per riassorbirlo nel calcio che conta (ovvero prestito al Milan); l'emeregere di Gerrard e Lampard non ha lasciato soluzione di continuita` che decretasse la 'morte' irreversibile della generazione di fenomeni dell'epoca Brit-Pop... soprattutto i successi dei club di Premier hanno continuato ad alimentare il mito di un dominio illimitato o quantomeno la contraddizione di una generazione a cui viene sempre concessa un'altra occasione senza riconoscere che e` morta...

il funerale e` stato decretato nei piedi di Southgate, il matrimonio di Beckham con Posh Spice e` l'illusione di rimanere giovani per sempre, che e` peggio della morte perche` non permette al 'nuovo' di nascere.'

 

Jack l'rlandese

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