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Squadre di meXXX - Lecce 1993/94

Scritto da Luke Skywalker on . Postato in Oltre la Roma

Stagione 1993/94: il Milan centra uno storico double aggiudicandosi la Serie A e la Coppa dei Campioni, la Samp rialza la testa grazie a un redivivo Gullit, mentre a Foggia scorrono i titoli di coda sulla spumeggiante epopea zemaniana. A noi cultori del trash calcistico però, tutto questo non interessa. Abbiamo occhi solo per un Lecce leggendario, capace di polverizzare ogni record (negativo): 11 punti, 26 sconfitte, 28 gol fatti (peggiore attacco) e 72 subiti (peggior difesa). E’ ultimo posto e, inevitabilmente, Serie B. Quegli eroi vestiti di giallorosso, però, non possono che guadagnarsi una piazza d’onore nel nostro cuore. Schiacciati dal peso di un campionato impossibile, strapazzati dai campioni che all’epoca affollavano il torneo, hanno tentato di lottare fino all’ultimo, consegnando alla memoria collettiva perle di assoluto valore comico. E visto che a scrivere la storia sono i vincitori, mentre, degli sconfitti, perfino il nome si perde nell’oblio, toccherà a noi ricordarne gesta e imprese. 
Iniziamo dalla guida tecnica: il sommo artefice di questo capolavoro sportivo è Nedone Sonetti,il quale approda nel Salento voglioso di riscatto dopo l’infelice esperienza al Bologna.

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Le parole d’ordine, al solito, sono “attacco incessante” e “manovra di schiacciamento”. Sì, quelle degli avversari. L’allenatore toscano erige un poderoso fortino a protezione della porta di Giuseppe GattaRosario Biondo,Pasquale PadalinoGiampaolo Ceramicola e Stefano Trinchera sono gli uomini scelti dal maestro per riconquistare palla e rilanciare immediatamente l’azione (?). In un centrocampo votato al pressing asfissiante, troviamo il carneade brasiliano Gerson, vincitore della prestigiosa Coppa Mitropa col Bari, da cui arriva in prestito nella sessione estiva. L’estro del metronomo scuola Palmeiras è esaltato e completato dalla sostanza del veterano Egidio Notaristefano, oltre che da RussoGazzani e Melchiori. Insomma, un centrocampo coi controcazzi, direbbero ad Oxford. Come se non bastasse, a disposizione c’è il diciottenne André Gumprecht, giovane promessa teutonica strappata al Bayer Leverkusen. Per lui si prepara un grande futuro, a sciorinare prodezze tra Singapore e la A-League australiana. Ma è il reparto avanzato a regalarci le emozioni migliori. Accanto al mestierante Baldieri (ex-romanista e capocannoniere stagionale con ben 7 reti) troviamo infatti il ghanese Kwame Ayew, zio del ben più noto Andrè. Kwame arriva dall’Al-Ahly affamato di gol e a fine stagione si gode un bottino di tutto rispetto: 3 centri in 18 presenze! La vera punta di diamante della banda Sonetti è peròLuis Carlos Toffoli, detto Gaùcho. Il brasiliano di Porto Alegre giunge al Via del Mare dal Flamengo, circondato da un’aura di leggenda. Di lui si dice che abbia segnato più di 400 gol in carriera e il popolo leccese ritiene sia l’uomo giusto per conquistare una tranquilla salvezza. Dall’archivio di Repubblica, un esempio di come Toffoli venne presentato dalla stampa:

GAUCHO FIRMA PER IL LECCE 
MONTEPULCIANO - Dopo Gerson il Lecce ha tesserato un altro brasiliano. E' il centravanti Luis Carlos Toffoli di 29 anni, già del Flamengo.

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In Brasile ha realizzato 400 reti nei campionati nazionali, è conosciuto col nome di Gaucho. Nella media gol che è di 0,63 lo precede solo Zico con la media dello 0,69. Il contratto avrà valore di un anno, con un' opzione per il prossimo. Gaucho ha già giocato domenica nell' amichevole contro l' Empoli: Sonetti lo utilizzerà stasera a Chianciano

Insomma, in un mondo ancora senza internet, solo Zico era riuscito a far meglio del Gaùcho: i tifosi ne sono convinti e affollano lo stadio per la prima di campionato. Di fronte c’è il blasonato Milan di Capello. I complessi meccanismi tattici di Sonetti, però, non sono ancora ben oliati e il diavolo torna a casa con i 3 punti in tasca grazie alla rete di Boban. Dopo la sconfitta esterna a Parma, alla terza i giallorossi sono già al bivio della stagione: c’è il derby con il temuto Foggia di Zeman. E’ l’8 settembre 1993, giornata destinata a rimanere nella storia.Toffoli, fermato da problemi fisici in avvio di campionato, è al debutto e, comoda, gli si presenta subito l’occasione per entrare nel cuore dei tifosi. Sullo 0-0, Terraneo tocca di mano in area e l’arbitro Chiesa concede il penalty: il brasiliano si avvicina sornione al dischetto e, senza un minimo di rincorsa, scaglia un debolissimo e centralissimo tiro tra le braccia del compianto Francesco Mancini. Il portiere dei satanelli, che già aveva fatto un passo verso destra, ha addirittura il tempo di ritornare in posizione e bloccare senza angosce la mozzarella del Gaùcho. La folla è inferocita e il prosieguo della partita non contribuisce a calmare gli animi. Di lì a poco Brescianiconclude la più classica delle azioni zemaniane con un preciso diagonale che beffa Gatta. L’espulsione di capitan Ceramicola e il gol dell’olandese Roy a tempo scaduto completano il quadro di una domenica da dimenticare per i salentini. L’ambizioso progetto tattico di Sonetti sembra essersi arenato e per il tecnico toscano inizia il calvario. A ottobre il contratto di Toffoli viene risolto, una beffa per chi aveva creduto nelle sue immense potenzialità. Finisce così, magna cum infamia, l’avventura tricolore dell’uomo dai 400 gol. Di lui ricorderemo la sovrumana dedizione alla causa e la tecnica sopraffina, doti che gli permisero, tirando il rigore che valeva la stagione, di disegnare una traiettoria parabolica senza precedenti: lenta, così lenta che tra la partenza e il comodo arrivo del pallone tra i guanti di Mancini c’è tempo per recitare Iliade, Odissea e, a esser rapidi, due-tre canti dell’Eneide. Neanche “er moviola” Andrade poté tanto, dall’alto dei sui bradipici movimenti. Ancora oggi, nel cyberspazio, è possibile rinvenire gli affezionati commenti dei tifosi leccesi a quell’eroico gesto. Sotto al video di Youtube che lo documenta, campeggia la composta e comprensiva chiosa di un certo sifone76: “TOFFOLI se mai leggi stu messaggiu LI MUERTI TOI”. Certi che il Gaùcho abbia avuto modo di visionare cotanto attestato di stima, proseguiamo nella narrazione di quella stagione sciagurata.

http://www.youtube.com/watch?v=NFP-qUVpBi4&feature=player_embedded

luis carlos toffoli

Quando tutto sembra perduto, Sonetti riesce a ottenere due risultati importanti: alla sesta ferma la Juventus sullo 0-0 mentre alla decima i suoi si impongono sull’Atalanta con un roboante 5-1. La diritta via sembra finalmente ritrovata. Sembra, appunto. Il 7 novembre la compagine salentina vola a Cremona per il più classico degli scontri salvezza. I 5 gol rifilati ai nerazzurri bergamaschi la domenica precedente fanno ben sperare. Infatti, a pochi minuti dall’inizio, Russoinfila il portiere avversario su cross di Baldieri. E’ la svolta. Sì, per la Cremonese. I giallorossi non fanno in tempo a festeggiare, cheBiondo stende Dezotti in area: rigore. Gatta intuisce la traiettoria, respinge il tiro del centravanti argentino ma non blocca, consentendogli una fatale ribattuta: è 1-1. Nel secondo tempo, a soli nove minuti dalla fine, i soliti pasticci della retroguardia sonettiana permettono a Tentoni di segnare un 2-1 che sa di beffa. Pochi giorni dopo l’ennesima sconfitta, il presidente Jurlano esonera Sonetti, sostituendolo con Rino Marchesi. Nella seconda parte della stagione super-Nedo sarà chiamato al capezzale di un Monza ultimo in Serie B. Anche qui emergeranno le sue proverbiali capacità taumaturgiche, con una bella retrocessione in C1 a impreziosire un palmares leggendario. Ma torniamo a Lecce, dove nemmeno Marchesi riesce a trovare la quadratura del cerchio. A fine stagione l’ineluttabile destino si compie e la serie cadetta è realtà. Traumatici saranno i postumi di tale sfacelo. Il presidente Jurlano venderà la società, mentre Marchesi deciderà di dire basta con la panchina. Come se non bastasse, l’anno successivo Sonetti tornerà in A per guidare il Torino: le disgrazie non vengono mai sole.

Classifica Serie A 93/94

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