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Squadre di m##da: Catania 1983/84

Scritto da Luke Skywalker on . Postato in Oltre la Roma

catania calcio 1983-84

 

Il campionato 1983/84 vede il trionfo della Juventus. La compagine bianconera riesce ad imporsi su una Roma distratta dal lungo cammino in Coppa dei Campioni, tragicamente conclusosi con la vittoria del Liverpool nella finale casalinga. Ma quell’anno i campi della massima serie non ospitano soltanto Zico, Platini, Cerezo e Boniek. Un manipolo di mestieranti in maglia rossoazzurra riesce infatti a sublimare il mal celato appetito italico per l’orrido e l’assurdo. Ci proponiamo oggi di narrarne le imprese. 

Al presidente Angelo Massimino (foto a lato) i catanesi hanno addirittura intitolato lo stadio. Pare fosse burbero e autoritario, ma molto risoluto nelle decisioni. Di certo, quelle che assunse nell’estate del 1983 non gli valsero la menzione d’onore negli almanacchi. Il Catania neopromosso deve necessariamente rinforzarsi per non sfigurare di fronte ai giganti della Serie A. A Massimino viene la più scontata delle idee: prendere il primo volo per il Brasile e tornare in Sicilia con due fuoriclasse in grado di alzare il tasso tecnico di una squadra a corto di qualità. Anche la mossa più semplice però, può essere efficace se tenuta segreta. Il presidentissimo, da buon stratega, lo sa bene e alla folla rutilante di giornalisti che lo intercetta all’aeroporto dice: “Sto andando in un paese che non vi dico, a comprare due campioni brasiliani”.
Servito il depistaggio alla stampa, Massimino giunge in Sud America pieno di speranza: si aggira tra le favelas, scruta attentamente gli incontri disputati in spiaggia e nei ritagli di tempo informa il tecnico Gianni Di Marzio sugli ultimi sviluppi di mercato. L’attenta operazione di scouting si conclude alla metà di luglio, quando Pedrinho e Luvanor giungono spaesati ai piedi dell’Etna. 


Luvanor Donizete Borges da Parajuba è un duttile centrocampista offensivo dal look stravagante. A Catania sono in molti a sperare che dietro la folta chioma riccioluta si celi l’intelletto sublime del trequartista ispirato, quello in grado di lanciare a rete il compagno in soli due tocchi. Alla prova dei fatti però, la dolce illusione si infrange. Mai così imponente gloria tricologica corrispose a una qualità tecnica tanto ignobile: a fine anno il bottino del carneade brasiliano è impietoso, con 30 presenze impreziosite da 3 assist e 0 reti. Lui però, non si perde d’animo e attacca ferocemente il calcio italiano: «Ero venuto per giocare la palla nella metà campo avversaria e invece mi ritrovo a difendere in quasi tutte le partite», dichiara alla Gazzetta. Proprio così amici, Il melenso difensivismo d’italica fattura ci impedì di ammirare le gesta di cotanto campione! Per nostra fortuna però, i due anni successivi li trascorse a macinare gioco nella scialba e tatticamente scanzonata Serie B anni ’80, guidando la compagine etnea retrocessa in attesa dell’agognato ritorno in patria. In quel torneo meno competitivo, il calcio bailado di Luvanor potè finalmente prender forma, a dimostrazione che la Serie A, col suo tatticismo estremo, l’aveva ingiustamente snobbato: 3 reti e 5 assist in due anni di cadetteria furono la risposta dell’asso di Parajuba alle veementi critiche degli addetti ai lavori. Me cojoni, direbbero a Cambridge! 


Va bene, direte voi, se Luvanor non impressionò, Pedrinho fu sicuramente risolutivo! E avete ragione, per la retrocessione fu determinante! Lo smilzo terzino sinistro prelevato dal Vasco Da Gama fu presentato dal presidente Massimino con parole prudenti e misurate, quasi a non volerlo caricare di eccessive responsabilità. “E’ l’erede di Falcao”, dichiarò infatti il presidentissimo in conferenza stampa. Sorvolando sulla corbelleria tecnica (Falcao era un centrocampista), non si può certo dire che Massimino avesse torto: sfido chiunque a dire che la capigliatura di Pedro Luis Vicencote non assomigliasse in modo imbarazzante a quella del romanista. E con l’asso del Mundial ’82 Pedrinho aveva un altro punto in comune: la passione per il denaro. A fine carriera divenne procuratore, portando in Italia, tra gli altri, Edmundo e Luciano.
Come avrete ormai compreso, il filo conduttore di questa sporca storia è di carattere eminentemente tricologico. Dai riccioli di Luvanor alla capigliatura “Falcao wanna be” di Pedrinho il passo è stato breve, come breve fu il lasso di tempo in cui tifosi rossoazzurri si strapparono i capelli dopo aver visto all’opera la loro squadra per la prima volta. E dire che lo scialbo 0-0 casalingo contro il Torino dell’11 settembre non fu nemmeno la prestazione peggiore della squadra di Di Marzio! Già alla seconda, Zico stende gli etnei con una doppietta nel 3-1 finale dell’Udinese. La retroguardia guidata da un giovanissimo Claudio Ranieri inizia a mostrare segni di difficoltà, mentre a centrocampo MastalliMorra e Torrisi formano un terzetto formidabile nel perder palla sulla trequarti e propiziare il mortifero contropiede avversario. Non va meglio l’attacco, con CantaruttiCarnevale e Crialesi capaci di battere ogni record di stitichezza realizzativa, rimanendo a digiuno per ben 7 turni tra il 23 ottobre e l’11 dicembre del 1983. E, no, in quel Catania, centrocampisti e difensori non segnavano. Questo significa 5 sconfitte e 2 pareggi (0-0) in più di un mese e mezzo. Memorabili, in quel periodo di grazia, il 3-0 subito da una Lazio non certo irresistibile e il 5-0 rimediato a Firenze. Il campionato del Catania si avvia ben presto verso l’inevitabile discesa in serie cadetta, non senza regalare ulteriori emozioni ai tifosi. Quelli avversari, si intende. All’ultima giornata infatti, assistiamo all’incredibile 6-0 di un Inter famelica, capace di annichilire i rossoazzurri senza troppi complimenti. Hansi Muller (doppietta) e Altobelli (quaterna!) firmano uno score a dir poco incredibile per gli standard italiani dell’epoca, con match che non regalavano mai più di 2 o 3 gol. 
Termina qui la triste storia di una compagine allucinante, capace di segnalarsi più per le eccentriche acconciature dei suoi componenti che per l’effettivo valore tecnico. Ma noi, lo sappiamo, siamo contenti così.

 

Informazioni su wikipedia

http://it.wikipedia.org/wiki/Calcio_Catania_1983-1984 

 

Classifica Serie A 1983/84

http://it.wikipedia.org/wiki/Serie_A_1983-1984

 classifica 83-84

Luke Skywalker

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