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Pici Ricotta e Salsiccia

Scritto da NewBlekke on . Postato in Cucina con la Sora Maria

PICI RICOTTA E SALCICCIA
- Pasta (a piacere, preferibilmente corta, meglio se rigatoni)
- Ricotta (io preferisco di pecora che ha un sapore più forte ma va bene anche di mucca)
- Salsicce
- Vino bianco q.b. (il tavernello va benissimo)
- noce moscata q.b. (io ce ne metto una tonnellata ma io sono un tossico di noce moscata)
- olio EVO

Mettete a scaldare l'acqua per la pasta intanto che l'acqua bolle mettete a cuocere le salsicce tagliate a tocchettini con le mani in un goccio di olio EVO. Una volta rosolate per bene fatele sfumare con un po di vino bianco.
Una volta buttata la pasta mettete la ricotta in uno scodellone, aggiungete la noce moscata, un cucchiaio di acqua di cottura e mischiate il tutto.

Scolate la pasta e unitela alla ricotta, mischiate per bene e poi aggiungete le salsicce con il loro sughetto di cottura.

Buon appetito

 

 

Per la ricetta dei pici vedi articolo "Pici fatti a mano"

 

(Foto di Jhomilton)

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Zucchine in Cassetta

Scritto da Elisa on . Postato in Cucina con la Sora Maria

D'estate adoro mangiare solo frutta e verdura, niente di pesante o che sia laborioso da preparare (stare davanti ai fornelli o al forno quando c'è questo caldo non è decisamente il massimo). Allora oggi vi propongo una ricetta che, io personalmente, ho trovato sfiziosa, leggera e rapida:

Ingredienti

  • 300 gZucchine
  • 300 g Ricotta stagionata
  • 2 Pomodori
  • 1 Cipolla
  • 10 g Prezzemolo
  • 1 cucchiaioBasilico spezzettato
  • 2 cucchiaiOlio extravergine
  • q.b. Sale

Preparazione

Lavate e tagliate a pezzetti le zucchine, sbucciate ed affettare la cipolla, lavate e tritate il prezzemolo. Mondate anche i pomodori, sbollentateli in poca acqua salata e privateli dei semi e della pellicina. Tagliate la polpa a dadini.

Tagliate la ricotta a cubetti e mettetela da parte. Scaldate l'olio in una casseruola e fatevi appassire la cipolla, a fiamma bassa per 2-3 minuti, senza farla colorire. Unitevi le zucchine, la polpa di pomdoro, il sale e lasciate cuocere per un quarto d'ora, rimescolando di tanto in tanto.

Prima di togliere il tutto dal fuoco, aggiungete i cubetti di ricotta, il prezzemolo ed il basilico. Dopo aver mescolato con cura, il piatto sarà pronto per essere servito in tavola.

Se volete potete sostituire la cipolla con l'aglio senza aggiungere il pomodoro.

E' un piatto che viene servito come contorno, in realtà per me è proprio il piatto principale quando lo preparo anche perchè dopo in genere segue una scorpacciata di cocomero!

 

Buon appetito!

 

 

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Greco di Tufo 2009 - Cantine dell'Angelo

Scritto da Vale.Not on . Postato in Cucina con la Sora Maria

Inizio la mia spero duratura carrellata di recensioni con un vino stra-ordinario (nel senso letterale del termine) sotto diversi punti di vista. Ma questo lo vedremo più avanti...
dellangelo ok
MANCO LE BASI, ARFIOOOOOO!!! - Anni fa, all'inizio del mio percorso di appassionato, ero convinto che il Greco di Tufo si chiamasse così in riferimento al tipo di terreno su cui erano coltivate le viti dell'omonima uva (il greco appunto). Dopo un non trascurabile numero di anni, ho poi finalmente scoperto che invece il greco, antichissimo vitigno portato in Italia dai coloni greci (e fin qui c'ero arrivato da subito...), è piantato un pò in tutto il meridione (in particolare in Campania, Basilicata e Calabria), ma che quello di Tufo è prodotto con uve coltivate nella zona di Tufo (appunto...), che non è solo un tipo di sercio, ma bensì un ridente paesino in provincia di Avellino... Che ci volete fare, si nasce ignoranti e si vive per imparare... 

LA SCOPERTA, LA CANTINA E LE PERSONE - Da lì a decidere di farci un giro è stato un attimo, anche perchè la distanza da Roma non è poi proibitiva (saranno massimo 3 ore d'auto). Qui, tra le varie cantine visitate (un lavoraccio che non vi dico :mrgreen: ), mi sono imbattuto in quella della famiglia Muto, condotta principalmente da Angelo, un simpatico ragazzone neanche sulla quarantina, e dai suoi genitori, che hanno accolto me e la mia famiglia con una gentilezza e una cordialità veramente da scaldare il cuore. La loro storia è comune a quella di tanti vignaioli che, specie al sud, negli ultimi 10-15 anni, a cxausa del prezzo sempre più basso a cui venivano pagate le loro uve, hanno deciso di mettersi in proprio smettendo di conferire alle cantine sociali o ai grandi produttori del luogo. Hanno perciò iniziato a imbottigliare con l'annata 2006 poche bottiglie, andando poi leggermente in crescendo con gli anni, ma senza esagerare e sempre con quello che gli consentivano le capacità del loro vigneto di proprietà, non volendo acquistare mai uve altrui solo per fare numeri più grandi. Il Greco è l'unico vino che fanno e l'attuale produzione si dovrebbe attestare sulle 20.000 bottiglie l'anno, a seconda dell'annata (davvero poche comunque...). La casa è un tutt'uno con la cantina, ed è vicina a orto e pollaio, in cui scorrazzano anche dei bellissimi pavoni (mio figlio è impazzito quando li ha visti!). 

MA COM'E' STO VINO? E' GRECO... - In generale il Greco di Tufo si caratterizza rispetto agli altri Greco per una mineralità molto più marcata, a discapito delle note più dolci e fruttate che passano in second'ordine. Ciò è dovuto al terreno ricco di zolfo della zona. Nel loro vino questa caratteristica è ancora più accentuata, poichè le vigne di famiglia insistono proprio sopra le vecchie miniere di zolfo (ormai abbandonate da tempo) alle porte del paese. Il vino, assaggiato la prima volta, ha avuto un impatto spiazzante: acidità esagerata, zero frutto, anche una leggera puzzetta sulfurea che si ritrovava poi sgradevolemente anche all'assaggio... Devo dire che rimasi molto perplesso e appena tornato a Roma qualche bottiglia l'ho pure frettolosamente regalata per sbolognarla (e mal me ne incolse...). Poi, a distanza di 4 mesi, ne ho aperta un'altra, e la situazione era radicalmente cambiata, ed è continuata via via a migliorare man mano che il tempo passava. L'ultimo assaggio è dello scorso ottobre: il vino era ancora bello vivo, si iniziavano a fare strada pure note fruttate, che equilibravano perfettamente la mineralità sempre presente e la freschezza "tagliente"... Un capolavoro ancora in evoluzione, a 3 anni abbondanti dalla vendemmia! Tornando all'inizio del discorso, perchè allora un vino stra-ordinario? Innanzitutto perchè è buonissimo (facile...). Poi perchè, contrariamente all'opinione comune che vuole che i bianchi debbano per forza essere bevuti giovani, è un vino che non solo regge bene l'invecchiamento, ma addirittura lo esige per esprimere appieno tutto il suo potenziale. Infine perchè è stato capace di mettere d'accordo gli aficionados duri e puri dei vini bio-qualcosa con i gastronauti eno-fighetti che è buono solo se lo dice la guida (negli anni ha preso infatti i massimi punteggi anche dalle guide di settore più tradizionali e blasonate, tipo l'Espresso, Gambero Rosso, Duemilavini etc.). A Roma lo potete trovare intorno a 14-15€ a boccia da Les Vignerons (via dell'acqua bullicante), Bibenda wine concept (via di Capo d'Africa) o Bulzoni (viale Parioli), ma se vi recate in loco (scelta che ovviamnete stra-consiglio) ve lo portate via a meno, MOLTO meno (IVA esclusa, of course...). Che altro aggiungere? Salute!!!

 

Vale.Not

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Solo "chiacchiere" e distintivo

Scritto da Elisa on . Postato in Cucina con la Sora Maria

Oltre ad essere in avvicinamento al periodo direi che dentro, fuori e intorno alla Roma di CHIACCHIERE se ne fanno pure troppe:

2 tuorli
2 cucchiai di zucchero
25g di burro
1 bicchiere di latte
1 tazzina di Marsala 
1 pizzico di sale
200g Farina + quello che prende

Mettere lo zucchero e i tuorli in un recipiente, montate con le fruste finché il composto non raddoppia di volume. Mettete la farina in un contenitore e versateci quanto prima preparato. Aggiungete il burro, precedentemente tolto dal frigo e ammorbidito, e un pizzico di sale. 
Aggiungere il latte e il Marsala, mettete altra farina se serve. Impastate fino a raggiungere un impasto omogeneo.
Stendete la pasta con il mattarello e tagliatela in strisce delle larghezza di circa 4cm e lunghezza di 7/8cn circa. Fate un taglio al centro di ogni striscia, prendere uno dei due capi e passatelo all'interno dello stesso(la classica forma della frappa). 
Cuocete in olio bene caldo, la cottura è di pochi minuti, quando diventano dorate. Spolverizzate con zucchero a velo.

Buon Carnevale!

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Gnocchi e patate...

Scritto da johmilton on . Postato in Cucina con la Sora Maria

Manca ormai solo l'Epifania a chiudere questo periodo di feste e di abbuffate Natalizie. E allora augurandovi un buon 2013 pieno di soddisfazioni, sportive e non, vi consigliamo una ricetta un po' complessa nella preparazione, ma adatta proprio per festeggiare la Befana e il ritorno della Roma sul campo (FINALMENTE!):

GNOCCHI DI PATATE AL RADICCHIO TREVIGIANO IGP E GUANCIALE CROCCANTE

Per gli gnocchi: 
1 kg. di patate di Avezzano o cmq un tipo a pasta gialla
300 gr. di farina 00 + farina q.b. per la lavorazione e la conservazione degli gnocchi
1 uovo
Sale q.b.

Attrezzatura:
Schiacciapatate
Spianatoia
Olio di gomito
Coltello anche senza lama tagliente

Per il condimento:
500 gr. radicchio trevigiano IGP
Mezza cipolla
200 gr. guanciale
200 gr. parmigiano reggiano
Pepe nero q.b.
Sale q.b.
2 cucchiai di olio E.V.O. (Extra Vergine d'Oliva)

Preparazione degli gnocchi:
Per prima cosa sciacquate e pulite bene le patate e mettetele a bollire in acqua fredda senza sbucciarle.
Lasciate cuocere a seconda della grandezza dei tuberi, per questo conviene sceglierli su per giù della stessa dimensione. Per controllare il livello di cottura, basta inserire una forchetta nelle patate: se arriva senza problemi fino al centro, allora sono pronte.
Scolate e raffreddate per pochi secondi sotto un getto di acqua fredda.

Spostatevi sulla spianatoia o sul piano che volete utilizzare, pelate le patate e passatele allo schiacciapatate. Lasciate raffreddare questo intrigo di “spaghetti” e una volta raggiunta una temperatura ambiente, fate un buco al centro, versateci l’uovo, aggiungete il pizzico di sale, amalgamate delicatamente. Piccolo consiglio, prima di immergere le mani nell'impasto: infarinatele! Intorno alle patate schiacciate posizionate la farina e piano piano iniziate a lavorare i 3 ingredienti, aggiungendo un po’ di farina per volta. Non vi ho scritto di aggiungere tutta la farina insieme, perché la quantità necessaria varia a seconda della qualità delle patate che utilizzate. Se il composto dovesse richiedere 4 etti di farina o più, beh, potete pure buttarlo, perché in cottura risulterà gommoso. Diffidate delle patate acquose, sebbene Rocco Siffredi dica il contrario; quelle sono perfette fuori dalla cucina. Non è necessario passare le ore ad impastare, anzi, più impastate, più gli gnocchi rischieranno di risultare morbidi e disfarsi in cottura. 

Una volta che il composto non si appiccica più ovunque fatene una palla e con il coltello tagliatene una parte. Lavoratela sulla spianatoia con un po’ di farina spolverizzata e fatela diventare un cilindro di 1 cm/1cm e mezzo di diametro. Tagliate ora gli gnocchi e cercate di farli venire tutti della stessa dimensione. Appena creati, spolverateci sopra abbondante farina e rigirateli e infine posizionateli su di un vassoio (sempre infarinato!) ad asciugare leggermente.
Continuate così finchè il composto non terminerà. Mi raccomando infarinate molto gli gnocchi e teneteli distanti uno dall’altro, altrimenti potreste rischiare di trovarvi quella che in gergo tecnico si definisce “mappazza”. :D
Copriteli con un canovaccio da cucina se non li cucinate subito e in un posto fresco ed asciutto.

Nel frattempo, il condimento:

Pulite e tagliate il radicchio a quadretti della stessa grandezza degli gnocchi (1 cm e mezzo). Tagliate a listarelle o fiammiferi il guanciale e mettetelo in una ampissima padella (che utilizzerete anche per condire gli gnocchi, quindi che sia realmente capiente) a “sudare” a fuoco medio-basso. Una volta dorato e cotto, scolatelo e ponetelo in un piatto, lasciando in padella il grasso che si è sciolto.
Versate in padella la mezza cipolla sminuzzata e (mi perdoni Postromantico) aggiungete 2 cucchiai di olio EVO. Appena inizia a soffriggere, versate un goccio di acqua, affinché la cipolla si stufi e non risulti bruciata e quindi indigesta e puzzolente.
Quando la cipolla sarà trasparente, alzate pure il fuoco a vivace e fate asciugare quel po’ di acqua che potrebbe essere rimasta. Aggiungete quindi il radicchio tagliato e dopo aver salato, spadellate per 5 minuti: deve risultare appassito ma ancora croccante. (volendo potete anche aggiungere insieme al radicchio mezzo bicchiere di vino bianco, lasciandolo evaporare a fiamma viva). Rimettete all’interno della padella il guanciale precedentemente cotto.
Nel mentre, cuocete gli gnocchi in abbondante acqua salata bollente. Sfatiamo ora un piccolo mito: non è vero che gli gnocchi sono cotti quando tornano a galla, li dovete assaggiare.
Dopo circa 3 minuti, quando ancora non sono giunti a piena cottura, scolateli con un schiumaiola e versateli nella padella del radicchio tenuto sempre a fiamma viva. Lasciate sempre il sugo con gli gnocchi umido. Mantecate per un paio di minuti massimo, unite il parmigiano, date un paio di grattugiate di pepe nero al momento e impiattate.

Buon appetito!

Marco

 

P.s.

Mi scuso per la qualità delle foto, ma con mani infarinate, piatti fumanti e vino in corpo peggioro già la mia scarsa propensione per la fotografia.

P.p.s.

Avete ancora le mani mezze impastate del composto degli gnocchi? Passateci della farina e sfregatevele, risulteranno belle pulite!

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