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Greco di Tufo 2009 - Cantine dell'Angelo

Scritto da Vale.Not on . Postato in Cucina con la Sora Maria

Inizio la mia spero duratura carrellata di recensioni con un vino stra-ordinario (nel senso letterale del termine) sotto diversi punti di vista. Ma questo lo vedremo più avanti...
dellangelo ok
MANCO LE BASI, ARFIOOOOOO!!! - Anni fa, all'inizio del mio percorso di appassionato, ero convinto che il Greco di Tufo si chiamasse così in riferimento al tipo di terreno su cui erano coltivate le viti dell'omonima uva (il greco appunto). Dopo un non trascurabile numero di anni, ho poi finalmente scoperto che invece il greco, antichissimo vitigno portato in Italia dai coloni greci (e fin qui c'ero arrivato da subito...), è piantato un pò in tutto il meridione (in particolare in Campania, Basilicata e Calabria), ma che quello di Tufo è prodotto con uve coltivate nella zona di Tufo (appunto...), che non è solo un tipo di sercio, ma bensì un ridente paesino in provincia di Avellino... Che ci volete fare, si nasce ignoranti e si vive per imparare... 

LA SCOPERTA, LA CANTINA E LE PERSONE - Da lì a decidere di farci un giro è stato un attimo, anche perchè la distanza da Roma non è poi proibitiva (saranno massimo 3 ore d'auto). Qui, tra le varie cantine visitate (un lavoraccio che non vi dico :mrgreen: ), mi sono imbattuto in quella della famiglia Muto, condotta principalmente da Angelo, un simpatico ragazzone neanche sulla quarantina, e dai suoi genitori, che hanno accolto me e la mia famiglia con una gentilezza e una cordialità veramente da scaldare il cuore. La loro storia è comune a quella di tanti vignaioli che, specie al sud, negli ultimi 10-15 anni, a cxausa del prezzo sempre più basso a cui venivano pagate le loro uve, hanno deciso di mettersi in proprio smettendo di conferire alle cantine sociali o ai grandi produttori del luogo. Hanno perciò iniziato a imbottigliare con l'annata 2006 poche bottiglie, andando poi leggermente in crescendo con gli anni, ma senza esagerare e sempre con quello che gli consentivano le capacità del loro vigneto di proprietà, non volendo acquistare mai uve altrui solo per fare numeri più grandi. Il Greco è l'unico vino che fanno e l'attuale produzione si dovrebbe attestare sulle 20.000 bottiglie l'anno, a seconda dell'annata (davvero poche comunque...). La casa è un tutt'uno con la cantina, ed è vicina a orto e pollaio, in cui scorrazzano anche dei bellissimi pavoni (mio figlio è impazzito quando li ha visti!). 

MA COM'E' STO VINO? E' GRECO... - In generale il Greco di Tufo si caratterizza rispetto agli altri Greco per una mineralità molto più marcata, a discapito delle note più dolci e fruttate che passano in second'ordine. Ciò è dovuto al terreno ricco di zolfo della zona. Nel loro vino questa caratteristica è ancora più accentuata, poichè le vigne di famiglia insistono proprio sopra le vecchie miniere di zolfo (ormai abbandonate da tempo) alle porte del paese. Il vino, assaggiato la prima volta, ha avuto un impatto spiazzante: acidità esagerata, zero frutto, anche una leggera puzzetta sulfurea che si ritrovava poi sgradevolemente anche all'assaggio... Devo dire che rimasi molto perplesso e appena tornato a Roma qualche bottiglia l'ho pure frettolosamente regalata per sbolognarla (e mal me ne incolse...). Poi, a distanza di 4 mesi, ne ho aperta un'altra, e la situazione era radicalmente cambiata, ed è continuata via via a migliorare man mano che il tempo passava. L'ultimo assaggio è dello scorso ottobre: il vino era ancora bello vivo, si iniziavano a fare strada pure note fruttate, che equilibravano perfettamente la mineralità sempre presente e la freschezza "tagliente"... Un capolavoro ancora in evoluzione, a 3 anni abbondanti dalla vendemmia! Tornando all'inizio del discorso, perchè allora un vino stra-ordinario? Innanzitutto perchè è buonissimo (facile...). Poi perchè, contrariamente all'opinione comune che vuole che i bianchi debbano per forza essere bevuti giovani, è un vino che non solo regge bene l'invecchiamento, ma addirittura lo esige per esprimere appieno tutto il suo potenziale. Infine perchè è stato capace di mettere d'accordo gli aficionados duri e puri dei vini bio-qualcosa con i gastronauti eno-fighetti che è buono solo se lo dice la guida (negli anni ha preso infatti i massimi punteggi anche dalle guide di settore più tradizionali e blasonate, tipo l'Espresso, Gambero Rosso, Duemilavini etc.). A Roma lo potete trovare intorno a 14-15€ a boccia da Les Vignerons (via dell'acqua bullicante), Bibenda wine concept (via di Capo d'Africa) o Bulzoni (viale Parioli), ma se vi recate in loco (scelta che ovviamnete stra-consiglio) ve lo portate via a meno, MOLTO meno (IVA esclusa, of course...). Che altro aggiungere? Salute!!!

 

Vale.Not

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