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BLS-D e Rianimazione Cardio-Polmonare

Scritto da Angus on . Postato in Rubrica Medica

BLS-D



L'acronimo BLS-D sta per Basic Life Support - Defibrillation, e nel suo insieme racchiude tutte quelle procedure atte a tentare di RIANIMARE una persona che si accascia al suolo priva di coscienza, in preda quello che noi sospettiamo essere un arresto cardiaco, con associato arresto della respirazione.
È bene sottolineare che tali procedure possono essere apprese ed applicate da chiunque, medico o no, che però abbia seguito degli appositi corsi, cosiddetti per "laici", in cui nozioni mediche non sono necessarie. Ma solo tramite questi corsi si possono adoperare queste manovre in modo corretto, perciò questo articolo è puramente a scopo illustrativo, e in nessun modo può sostituirsi ai corsi di rianimazione preposti all'insegnamento del BLS-D.

QUANDO SI USANO LE MANOVRE DI BLS-D
Ovviamente non tutte le perdite di coscienza sono da imputare ad arresto cardiaco (cioè un deficit di pompa del cuore), e quindi va verificato se in effetti sia questo il motivo della perdita dei sensi. Ben diversa è, infatti, la gestione del paziente poli-traumatizzato in stato di incoscienza (ad es. a seguito di un incidente stradale), dove alcune posizioni proprie del BLS-D (come il mobilizzare la testa all'indietro) non possono essere eseguite alla cieca, come diversa è la gestione del paziente con ischemia cerebrale (ictus).
Quindi, come detto, sono procedure da utilizzare in caso di arresto cardiaco, dove venendo a mancare il rifornimento di sangue al sistema nervoso, i centri deputati al controllo della respirazione vanno in sofferenza per carenza di ossigeno, determinando quindi un blocco della respirazione. Si tratta dunque di un'emergenza, in quanto il tessuto cerebrale è quello che più velocemente risente della mancanza di O2 e il paziente può andare incontro a morte cerebrale in pochi minuti. È quindi necessario ripristinare nel più breve tempo possibile la funzionalità del cuore, e ciò può avvenire solo tramite l'ultima parte dell'acronimo, il DEFIBRILLATORE, che, se non prontamente disponibile, va preceduto dalle manovre di Basic Life Support, volte a cercare di prolungare la vita del paziente ma sempre e solo in attesa del macchinario, il quale è fondamentale in queste situazioni e rappresenta l'unica possibilità di risolvere l'arresto.

COSA FARE
Per prima cosa occorre verificare che la persona sia davvero in uno stato di incoscienza, e lo si appura chiamando a voce alta il signore o la signora in questione e scuotendolo/a vigorosamente. È ovviamente necessario chiamare i soccorsi al 118, in quanto come detto il defibrillatore potrebbe essere necessario e non si può perdere tempo, e se ci si trova in un luogo dotato di defibrillatori reperirlo nel più breve tempo possibile.

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Successivamente, in caso di non risposta, è necessario aprire la bocca del paziente (per verificare l'eventuale presenza di corpi estranei, che vanno rimossi prontamente) e iper-estendere la testa, in quanto i pazienti in stato di incoscienza possono andare incontro a ostruzione delle vie aeree per spostamento all'indietro della lingua, che va ad aderire sul palato.

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A questo punto occorre valutare se la persona respira o meno; degli atti respiratori possono essere presenti ma non percepibili immediatamente, oppure la respirazione può essere del tutto assente. Questo va confermato dal cosiddetto G.A.S (Guarda; Ascolta; Senti), dove bisogna:
• Osservare il torace del paziente per circa 10 sec, per vedere eventuali innalzamenti-abbassamenti
• Porre il nostro orecchio al di sopra di naso e bocca del paziente, per ascoltare eventuali rumori respiratori
• Sentire sulla nostra guancia l'eventuale flusso d'aria che esce dal naso e dalla bocca del paziente
Espletate queste manovre (eseguibili in 10 secondi), se il paziente si presenta privo di coscienza, non respira normalmente e non presenti movimenti e tosse, dobbiamo assolutamente considerare l'ipotesi dell'arresto cardiaco e agire di conseguenza, tramite la RCP.

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MANOVRE DI RIANIMAZIONE CARDIO-POLMONARE (RCP)
Dopo aver allertato il 118 e completato le manovre di cui sopra, in attesa del defibrillatore e di un intervento di personale medico, dobbiamo garantire la perfusione sanguigna degli organi che è ovviamente compromessa da un cuore che è andato in arresto. Per fare ciò si effettua, a paziente supino, il cosiddetto massaggio cardio-polmonare, mirato a garantire temporaneamente la funzione di pompa del cuore. Il cuore è infatti posto immediatamente dietro lo sterno, e applicando una pressione ritmica dall'esterno sul torace del paziente, noi "schiacciamo" il cuore e ne facciamo uscire il sangue contenuto, che va ad irrorare gli organi (soprattutto il cervello). Allo stesso tempo è necessario garantire un flusso di aria a livello polmonare per ossigenare il sangue, e ciò si ottiene tramite respirazione "bocca a bocca" o tramite degli appositi palloncini (AMBU). Le compressioni devono essere eseguite con forza, incrociando le mani come indicato in figura, e per ogni 30 compressioni si effettuano 2 ventilazioni.

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LA DEFIBRILLAZIONE PRECOCE
Come detto, la RCP è una manovra temporanea, che in sostanza serve a "prendere tempo", ma per risolvere un arresto cardiaco è assolutamente necessario l'utilizzo di un defibrillatore, oramai disponibili in modalità semiautomatica di facile uso per tutti, che eroga una scarica elettrica la quale blocca per un istante il ritmo cardiaco in modo da consentire la ripresa dell'attività elettrica spontanea e organizzata del cuore, quindi una funzione di pompa efficace. Le piastre adesive vanno posizionate come mostrato in figura, in modo da creare un flusso di corrente che attraversi il cuore. Importante, nell'uso di questo macchinario, è far allontanare le altre persone presenti al momento della scaricaelettrica e ovviamente controllare il piano di appoggio del paziente (ad es, fondamentale è che il paziente non poggi su acqua, pozzanghere ecc, che potrebbero condurre l'elettricità).

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ADVANCED LIFE SUPPORT (ALS)
In sostanza, l'intervento di personale medico. Se infatti un paziente con arresto cardiaco può essere rianimato anche da un laico seguendo le procedure elencate, si tratta comunque di un paziente che necessita di intervento medico al fine di capire e controllare la causa dell'arresto cardiaco.

Riassumendo:

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Per approfondimenti e info più dettagliate, si rimanda al sito della Croce Rossa Italiana e a quello della Fondazione Giorgio Castelli

Federico - Angus

[Articolo a puro scopo illustrativo, immagini tratte dal sito della Croce Rossa Italiana (cri.it) e da Wikipedia]

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