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Goodbye Zeman

Scritto da Daniel Faraday on . Postato in Rubriche

 

 lenin sh02

(Scriteriato e parzialissimo ritratto del Boemo, perché non si può negare il suo rilievo storico e d’icona pop, benché abbia qualcosa della vittima di professione, come d’altronde tutti i grandi paranoici che furono innovatori; e anche perché la sua parabola utopistica e autodistruttiva ha accompagnato adolescenza, giovinezza ed età adulta di molti)

Sarebbe bello se esistesse davvero questo ragazzo con la faccia pulita, che ogni sera, vestito come ci si vestiva vent’anni fa, sale le scale di questa casa marcia nel cuore di Foggia vecchia – che, penso, esista davvero, perché una “città vecchia” esiste in quasi tutte le città italiane – e apre questa porta su una stanza buia.

- Ooh, sei tu?

(Siamo liberi di inventarci il nostro dialetto foggiano, adesso).

- Certo, nonno…

- Trovato le medicine? Mi portasti le 7.000 lire di resto?

- Sì nonno.

Sarebbe bello pensare che questo ragazzo poi apra le finestre e dopo aver cambiato le bende agli occhi del vecchio, lo nutra amorevolmente di cibo e medicine e alla fine lasci entrare nella stanza anche un po’ di sole.

- Allora? Che abbiamo fatto?

- Vinto, nonno.

- Sì? Davvero? Contro la Juve?

- Eh!.. 5a0.

- Mamma santissima! E chi segnò?

- Eh..un po’ tutti..

- Dai dai dimmi…

- ..Vuoi sapere proprio tutto eh? ..vabbè… Doppietta di Signori, Rambaudi , Ciccio.. E persino Manicone, dai..

- Oddio, mi prende un colpo ora … E come..Come siamo in classifica, adesso?

- No, ecco, vedi di stare bene, eh… Beh, coi 2 punti di oggi , abbiamo staccato ancora di più Juve e Milan e ora siamo primi con 27 punti di vantaggio.

- Madonna!! Madonna, quanto vorrei esserci anch’io.. Vedere tutto lo Zaccheria colorato..

- Lo so, nonno. Ma non si può.. Devi stare al buio, lo sai..

- E quand’è che mi porti la radiolina per sentire le partite?

- Mmm..Ehm.. Beh, presto, dai, presto… Mercoledì prossimo c’è l’andata di Coppa delle Coppe a casa del Real Madrid.. Te la regalo mercoledì! Tu però pensa a riposare, adesso, che non sei ancora guarito..

Sarebbe commovente, immaginarsi questo devoto ragazzo che, poi, nel rifare le scale al contrario, si sfila il Casio coi numeri elettronici e tira fuori il suo iPhone; sarebbe invece un po’ crudele, figurarselo che si ferma all’improvviso, mentre, testa all’insù, si arrende al passaggio dell’ enorme elicottero, arrossito dal tramonto, che si va portando via il gigantesco busto di Zeman, sigaretta inclusa, dal viso mai così immobile e sicuro di sé mentre sparge sul mondo scie di ceneri di marmo. Con un ultimo sforzo di immaginazione mista a una buona dose di sano surrealismo, potremmo anche scorgere grappoli di figure umane che, appese come pidocchi ai lembi della statua, cadono come cade la pelle della Storia quando il Grande Serpente è in tempo di muta.

Goodbye, Zeman.

http://www.youtube.com/watch?v=mIjSaHUKD5I

Ricordo quando Fellini, in occasione della consegna dell’Oscar, tra le palme al vento di Los Angeles, disse qualcosa del tipo: “Il mio sogno era diventare un aggettivo. E ci sono riuscito.”

Ecco.

Ad assistere allo spettacolo di quel raggrinzito muso di marmo che - anno 2013 - attraversa questa immaginaria Foggia berlinese (ma che potrebbe benissimo essere Roma), c’è anche un uomo che si sta fumando come un dannato il proprio stesso raggrinzito muso. Egli, osservandola, duplica quell’immensa maschera scolpita che sorvola case e strade e che viene portata via come se fosse un’auto beccata in sosta vietata nel cielo.

Per l’uomo, il mondo svolterà al prossimo vicolo cieco, dove il lungo naso lo guiderà ancora con la sua dote implacabile per la calce dei muri.

Essere degli aggettivi, in fondo, ha i suoi bei vantaggi. E questo, è quello che conta.  

Il resto, le vittorie in particolare, sono cose che chiunque può ottenere. Briciole.

Perciò, voi sporcatevi della vostra mondanità.

Io sono fuori di qui.

Io sono il marmo.

Vi ho regalato una categoria di pensiero:

e voi direte ‘zemaniano’ fino al giorno in cui schiatterete.

 

Daniel Faraday

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Roma Inter 4-0

Scritto da Super User on . Postato in Rubriche

I giallorossi si impongono per 4 a 0

Roma 4, Inter 0. Punto. Nella migliore partita disputata in questa stagione, i giallorossi di Luis Enrique travolgono i nerazzurri guidati dal tecnico capitolino Claudio Ranieri, che certamente ricorderà per un bel po’ di tempo questo suo rientro allo stadio Olimpico di Roma. L’Inter comincia la gara senza aggressività, carattere e grinta, e la porterà avanti in questo modo fino al 92 minuto. La Roma invece è viva e spregiudicata fin dal primo minuto ed è brava a non abbassare mai la guardia, neanche dopo aver accumulato tre reti di vantaggio. E con la Lazio sconfitta a Genoa e l’Udinese travolta dalla Fiorentina, i giallorossi possono davvero ritenersi soddisfatti. Per loro una domenica da ricordare. Le statistiche certificano il dominio della Roma: 65% di possesso palla e 11 tiri (6 in porta) contro 3 dell'Inter (2 nello specchio). Non serve aggiungere altro.

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