Aneddoti vari
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Re: Aneddoti vari
Vincent classe pura, uno dei giocatori di di chi ho più adorato il semplice tocco palla. Sublime.
Giocando a calcetto e calciotto con gli amici ho portato per anni la 32 in suo onore.
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Ahó! Io porto 'na cravatta sola... giallarossa, comaaa Roma!
"Tale decisione è stata presa dal Consiglio di Amministrazione nell’interesse della Società, ricordando che la stessa sarebbe stata la mera utilizzatrice dell’impianto"
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blade
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Re: Aneddoti vari
Lizarazu era molto forte ma candela per me lo era ancora di più ,almeno nell'annata del mondiale , candela in quel mondiale giocó una pas trita da centrale difensivo clamorosa . Lizarazu giocava perché era il titolare di quella nazionale da anni e faceva parte del gruppo storico ed era giusto così anche per non rovinare gli equilibri di spogliatoio .Mike Foster ha scritto: ↑mar 29 lug 2025, 20:23 Lizarazu era più forte di Vincent,era veramente il miglior terzino sinistro in Francia quegli anni,ma Vincent era sicuramente il secondo.
Bob Gray ha scritto:sto a legge che il Cap ha chiesto garanzie tecniche ehdaje, mo se passa alle clausole!
paolo67 ha scritto:Tipo "voglio che Ferretti e Trani restino al Messaggero"
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Re: Aneddoti vari
Ma di che Mondiale parliamo? Perche` l'ironia della sorte e` che erano tutti e due fortissimi a sinistra, ma in quello del '98, che hanno vinto, da terzino destro se li porta tutti e due a spasso Thuram (doppietta in semifinale, mi pare) che di mestiere faceva il difensore centrale.blade ha scritto: ↑mar 29 lug 2025, 22:32 Lizarazu era molto forte ma candela per me lo era ancora di più ,almeno nell'annata del mondiale , candela in quel mondiale giocó una pas trita da centrale difensivo clamorosa . Lizarazu giocava perché era il titolare di quella nazionale da anni e faceva parte del gruppo storico ed era giusto così anche per non rovinare gli equilibri di spogliatoio .
Comunque grazie per averci fatto vivere una delle cinque serate più importanti della storia della Roma: D. & R. Friedkin, Pinto, Mou (e staff), Pellegrini, Mancini, Cristante, Rui Patricio, Smalling, Ibanez, Kumbulla, Celik, Karsdorp, Spinazzola, Zalewski, Matic, Camara, Bove, Abraham, Dybala, El Shaarawy, Belotti, Volpato, Zaniolo (fino a gennaio), Llorente (da gennaio), Svilar, Wijnaldum
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Re: Aneddoti vari
Lizarazu se non sbaglio fu titolare a sinistra anche ad euro2000
voglia di stringersi un po'... curva sud roma vecchie maniere...
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Re: Aneddoti vari
Naturalmente sinistra, a destra il titolare incontestato era thuram, al centro giocavano Blanc e desailly . Lizarazu era un bel motorino, molto tattico , però candela aveva proprio un altro passo , anche fisicamente dava una pista a lizarazu ma il basco era titolare li a sinistra da anni , difficile scalzarlo .Jack l'Irlandese ha scritto: ↑mar 29 lug 2025, 22:53 Ma di che Mondiale parliamo? Perche` l'ironia della sorte e` che erano tutti e due fortissimi a sinistra, ma in quello del '98, che hanno vinto, da terzino destro se li porta tutti e due a spasso Thuram (doppietta in semifinale, mi pare) che di mestiere faceva il difensore centrale.
Bob Gray ha scritto:sto a legge che il Cap ha chiesto garanzie tecniche ehdaje, mo se passa alle clausole!
paolo67 ha scritto:Tipo "voglio che Ferretti e Trani restino al Messaggero"
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Re: Aneddoti vari
Sarà stato sicuramente il fatto che era già un senatore quando Candela ha cominciato a essere convocato nei blues, ma tocca di che era pure forte Lizarazu sia a difende che a proponese non gli mancava niente, non è che gli ha soffiato il posto José Angelblade ha scritto: ↑mer 30 lug 2025, 10:43 Naturalmente sinistra, a destra il titolare incontestato era thuram, al centro giocavano Blanc e desailly . Lizarazu era un bel motorino, molto tattico , però candela aveva proprio un altro passo , anche fisicamente dava una pista a lizarazu ma il basco era titolare li a sinistra da anni , difficile scalzarlo .
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Re: Aneddoti vari
Incidente spiacevole quello che ha coinvolto l’esterno spagnolo Carles Pérez, ex calciatore della Roma quest'anno in prestito all'Aris Salonicco (il suo cartellino è di proprietà del Celta Vigo).
Come riportato da Marca e come confermato da diverse testate greche, il calciatore è stato ricoverato in ospedale a seguito del morso di un cane ai genitali. L’immediato trasporto in ospedale ha permesso al personale medico di prestargli le cure necessarie: per fortuna, le sue condizioni non sono gravi, ma lo spavento è stato notevole.
L'amore è qualcosa di non soggetto a condizioni, limiti o bisogni.
Poiché è incondizionato non richiede nulla per poter essere espresso, non vuole nulla in cambio e non fa nulla per vendetta.
Poiché è senza limiti, non impone limiti agli altri.
Poiché è privo di bisogni, non cerca di prendere nulla che non sia dato liberamente.
Ed è libero. L'amore è libertà, perché la libertà è l'essenza di Dio e l'amore è la Sua espressione.
N.D.Walsch
Poiché è incondizionato non richiede nulla per poter essere espresso, non vuole nulla in cambio e non fa nulla per vendetta.
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Re: Aneddoti vari
maaahhhROTFL
Comunque grazie per averci fatto vivere una delle cinque serate più importanti della storia della Roma: D. & R. Friedkin, Pinto, Mou (e staff), Pellegrini, Mancini, Cristante, Rui Patricio, Smalling, Ibanez, Kumbulla, Celik, Karsdorp, Spinazzola, Zalewski, Matic, Camara, Bove, Abraham, Dybala, El Shaarawy, Belotti, Volpato, Zaniolo (fino a gennaio), Llorente (da gennaio), Svilar, Wijnaldum
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Re: Aneddoti vari
Secondo me Lizarazu era più forte.blade ha scritto: ↑mer 30 lug 2025, 10:43 Naturalmente sinistra, a destra il titolare incontestato era thuram, al centro giocavano Blanc e desailly . Lizarazu era un bel motorino, molto tattico , però candela aveva proprio un altro passo , anche fisicamente dava una pista a lizarazu ma il basco era titolare li a sinistra da anni , difficile scalzarlo .
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Re: Aneddoti vari
Più completo forse....Candela rubava più l'occhio ma forse il basco era più pratico dìciamo
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Re: Aneddoti vari
Che classe che aveva.
Jack l'Irlandese ha scritto: ↑dom 7 gen 2024, 22:09 Karsdorp tipo Fantozzi col collasso cardio circolatorio.
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Re: Aneddoti vari
Beh avrà di sicuro un futuro nella lirica come soprano
SE PER SOPRAVVIVERE DEVO STRISCIARE, MI ALZO IN PIEDI E MUOIO.
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Re: Aneddoti vari
Qualche suo compagno è arrivato in Serie A?
«Il caso più strano è quello di Lupatelli, il portiere. Giocavamo insieme a Bastia: tutte le domeniche titolare e sostituito dopo un minuto… Non era colpa sua, ma della norma folle dell’epoca: obbligava le squadre di Serie D a schierare un giovane nella formazione iniziale, però l’imposizione finiva lì. Lui poi ha fatto un po’ di
strada, mentre noi… Se penso agli avversari, il primo ricordo è una rissa contro la Rondinella di Marco Baroni e Andrea Barzagli: finimmo su Striscia la Notizia»
Se è vero quello che dice Cherubini, ad del Parma ex Juve, Lupatelli doveva essere un ragazzino.
«Il caso più strano è quello di Lupatelli, il portiere. Giocavamo insieme a Bastia: tutte le domeniche titolare e sostituito dopo un minuto… Non era colpa sua, ma della norma folle dell’epoca: obbligava le squadre di Serie D a schierare un giovane nella formazione iniziale, però l’imposizione finiva lì. Lui poi ha fatto un po’ di
strada, mentre noi… Se penso agli avversari, il primo ricordo è una rissa contro la Rondinella di Marco Baroni e Andrea Barzagli: finimmo su Striscia la Notizia»
Se è vero quello che dice Cherubini, ad del Parma ex Juve, Lupatelli doveva essere un ragazzino.
Io al primo che mi scrive 11 partite di questa stagione tra Campionato e Europa League in cui Paredes gioca almeno un tempo da 6,5 a salire offro una cena con facoltà di scegliersi il ristorante
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Re: Aneddoti vari
Certo che umiliazione che doveva essere
voglia di stringersi un po'... curva sud roma vecchie maniere...
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Re: Aneddoti vari
Tutto è cominciato con sua madre che temeva lei si beccasse il raffreddore.
«Mio padre mi comprava il pallone, lei lo bucava con il coltello. Tornavo dall’oratorio sempre tutto sudato. Mia madre impose l’aut aut: “O gli trovi una squadretta che abbia uno spogliatoio con la doccia o smette col calcio”. Mio padre mi portò alla Mario Forlivesi, da lì andai alla Roma in cambio di una muta di undici maglie e la promessa che mi avrebbero dato da mangiare almeno una bistecca al giorno. Gli amici mi dicevano: “T’hanno pagato pure troppo”».
Alla Roma lei incontra il suo mito,Pepe Schiaffino.
«Mi ha insegnato tutto. Mi ha trasmesso l’abilità nell’intercettare il pallone. Mi diceva: “Devi avere un radar in testa, quando l’avversario avanza non avere fretta, se alza lo sguardo tu fissalo negli occhi. Se anche il pallone ce l’ha lui, deve capire che il padrone della situazione sei tu”»
Diciannove anni di Serie A e due sole squadre, Roma e Fiorentina.
«Roma è casa, Firenze lo è diventata. Andai alla Fiorentina che avevo 22 anni, la Roma aveva necessità di fare cassa, c’era stata la colletta dei tifosi al Teatro Sistina. Qualche lacrima la versai, ma i fiorentini mi accolsero come se fossi un giocatore vero. Dopo il debutto il presidente Baglini mi portò a Milano, a casa di certi suoi amici industriali: voleva farmi vedere, come un orologio nuovo. Non mi sono mai vergognato tanto»
A Firenze nel 1969 vinse lo scudetto.
«Era la Fiorentina Yè-Yè di Pesaola, andavamo fortissimo. Il Petisso mi adorava. Un giorno gli chiedo se per favore posso saltare l’allenamento del pomeriggio per un impegno all’ufficio erariale. Mi risponde: “Piccio, lei non ha capito un casso”. Lo guardo stupito. E lui: “Piccio, qui comanda lei, qui è tutto in mano sua”. Pesaola ci faceva sentire invincibili. Diceva alla squadra: “Guardatemi bene quando parlo, perché il 50 per cento è verità e il 50 per cento bugia. E voi dovete essere bravi a distinguere»
Si sarà divertito anche con Nils Liedholm a Roma.
Tutto in lui era fantasia mescolata a realtà. Un giorno in spogliatoio stiamo commentando Nino Benvenuti battuto da Monzon. Il Barone sbuffa e racconta che una volta a Norrkoping, dove giocava, ha visto un uomo,
una specie di gigante, che stava per violentare una ragazza, così si è avvicinato: “Con mano destra alzato lui venti centimetri da terra e con mano sinistra dato uppercut sul mento: uomo rimasto coma venti giorni”»
I migliori anni della sua vita quali sono stati?
«1966 mi sposo, 1967 nasce la mia prima figlia, 1968 vinciamo l’Europeo all’Olimpico, 1969 scudetto con la Fiorentina, 1970 gioco la finale del Mondiale contro il Brasile più forte di sempre:c’era da svenì».
migliori giocatori incrociati?
«Pelé soprannaturale, Schiaffino un maestro, Beckenbauer regale, Overath un fuoriclasse. Ho giocato con Riva, il migliore. Mazzola e Rivera, Merlo e Hamrin, anche John Charles alla Roma. Ho allenato Antognoni e Pecci, due campioni»
Da allenatore della Fiorentina nel 1981-82 sfiorò lo scudetto.
«Da magnasse le mani,lo considero un furto. Ho allenato poco, nel 1984 ho rischiato di morire per un sub-ascesso dentale, subii un intervento al cervello. Tornai, ma non era più come prima. Quel problema mi aveva penalizzato, ma pensavo: sono vivo. Cosa contava vincere o perdere una partita?».
In panchina non ha avuto fortuna. Dopo Firenze, un anno e mezzo all’Udinese in Serie A, poi uno stand-by di quattro anni, 17 partite con l’Ascoli nel 1991-92.Non aveva nemmeno cinquant’anni, ma da allora più nulla, nessuna panchina. Lei sparì. Si disse che era stato Luciano Moggi a chiuderle tutte le porte.
«Sì, Moggi era consulente e amico di Costantino Rozzi, il presidente dell’Ascoli(nel‘91-’92Moggi era direttore generale del Torino,ndr).Quell’anno successero cose strane. Alla vigilia di una partita con la Juventus, Rozzi disse a un giornalista che non aveva mai incontrato un uomo serio e capace come me. Perdemmo, i tifosi presero a calci la sua macchina, Rozzi mi accusò con dichiarazioni assurde, la Digos mi impose la scorta. Andammo avanti un po’,la situazione era insostenibile, alla fine arrivò l’esonero. Quando mi ritrovò mi disse: “Io dico sempre quello che penso”. E io replicai: “Presidente, ma lei non pensa mai a quello che dice”»
«Mio padre mi comprava il pallone, lei lo bucava con il coltello. Tornavo dall’oratorio sempre tutto sudato. Mia madre impose l’aut aut: “O gli trovi una squadretta che abbia uno spogliatoio con la doccia o smette col calcio”. Mio padre mi portò alla Mario Forlivesi, da lì andai alla Roma in cambio di una muta di undici maglie e la promessa che mi avrebbero dato da mangiare almeno una bistecca al giorno. Gli amici mi dicevano: “T’hanno pagato pure troppo”».
Alla Roma lei incontra il suo mito,Pepe Schiaffino.
«Mi ha insegnato tutto. Mi ha trasmesso l’abilità nell’intercettare il pallone. Mi diceva: “Devi avere un radar in testa, quando l’avversario avanza non avere fretta, se alza lo sguardo tu fissalo negli occhi. Se anche il pallone ce l’ha lui, deve capire che il padrone della situazione sei tu”»
Diciannove anni di Serie A e due sole squadre, Roma e Fiorentina.
«Roma è casa, Firenze lo è diventata. Andai alla Fiorentina che avevo 22 anni, la Roma aveva necessità di fare cassa, c’era stata la colletta dei tifosi al Teatro Sistina. Qualche lacrima la versai, ma i fiorentini mi accolsero come se fossi un giocatore vero. Dopo il debutto il presidente Baglini mi portò a Milano, a casa di certi suoi amici industriali: voleva farmi vedere, come un orologio nuovo. Non mi sono mai vergognato tanto»
A Firenze nel 1969 vinse lo scudetto.
«Era la Fiorentina Yè-Yè di Pesaola, andavamo fortissimo. Il Petisso mi adorava. Un giorno gli chiedo se per favore posso saltare l’allenamento del pomeriggio per un impegno all’ufficio erariale. Mi risponde: “Piccio, lei non ha capito un casso”. Lo guardo stupito. E lui: “Piccio, qui comanda lei, qui è tutto in mano sua”. Pesaola ci faceva sentire invincibili. Diceva alla squadra: “Guardatemi bene quando parlo, perché il 50 per cento è verità e il 50 per cento bugia. E voi dovete essere bravi a distinguere»
Si sarà divertito anche con Nils Liedholm a Roma.
Tutto in lui era fantasia mescolata a realtà. Un giorno in spogliatoio stiamo commentando Nino Benvenuti battuto da Monzon. Il Barone sbuffa e racconta che una volta a Norrkoping, dove giocava, ha visto un uomo,
una specie di gigante, che stava per violentare una ragazza, così si è avvicinato: “Con mano destra alzato lui venti centimetri da terra e con mano sinistra dato uppercut sul mento: uomo rimasto coma venti giorni”»
I migliori anni della sua vita quali sono stati?
«1966 mi sposo, 1967 nasce la mia prima figlia, 1968 vinciamo l’Europeo all’Olimpico, 1969 scudetto con la Fiorentina, 1970 gioco la finale del Mondiale contro il Brasile più forte di sempre:c’era da svenì».
migliori giocatori incrociati?
«Pelé soprannaturale, Schiaffino un maestro, Beckenbauer regale, Overath un fuoriclasse. Ho giocato con Riva, il migliore. Mazzola e Rivera, Merlo e Hamrin, anche John Charles alla Roma. Ho allenato Antognoni e Pecci, due campioni»
Da allenatore della Fiorentina nel 1981-82 sfiorò lo scudetto.
«Da magnasse le mani,lo considero un furto. Ho allenato poco, nel 1984 ho rischiato di morire per un sub-ascesso dentale, subii un intervento al cervello. Tornai, ma non era più come prima. Quel problema mi aveva penalizzato, ma pensavo: sono vivo. Cosa contava vincere o perdere una partita?».
In panchina non ha avuto fortuna. Dopo Firenze, un anno e mezzo all’Udinese in Serie A, poi uno stand-by di quattro anni, 17 partite con l’Ascoli nel 1991-92.Non aveva nemmeno cinquant’anni, ma da allora più nulla, nessuna panchina. Lei sparì. Si disse che era stato Luciano Moggi a chiuderle tutte le porte.
«Sì, Moggi era consulente e amico di Costantino Rozzi, il presidente dell’Ascoli(nel‘91-’92Moggi era direttore generale del Torino,ndr).Quell’anno successero cose strane. Alla vigilia di una partita con la Juventus, Rozzi disse a un giornalista che non aveva mai incontrato un uomo serio e capace come me. Perdemmo, i tifosi presero a calci la sua macchina, Rozzi mi accusò con dichiarazioni assurde, la Digos mi impose la scorta. Andammo avanti un po’,la situazione era insostenibile, alla fine arrivò l’esonero. Quando mi ritrovò mi disse: “Io dico sempre quello che penso”. E io replicai: “Presidente, ma lei non pensa mai a quello che dice”»
Io al primo che mi scrive 11 partite di questa stagione tra Campionato e Europa League in cui Paredes gioca almeno un tempo da 6,5 a salire offro una cena con facoltà di scegliersi il ristorante